Acciaio, Conte ci mette la faccia e va a Taranto. "Non abbiamo soluzione in tasca"

. Economia

Giuseppe Conte ha deciso di metterci la faccia, anche se è lo stesso premier in visita allo stabilimento ex Ilva di Taranto ad ammettere: "Non abbiamo la soluzione in tasca. Dobbiamo valutare alternative. Nei prossimi giorni vedremo come andrà l'interlocuzione e come si definirà. Dobbiamo sfruttare qualsiasi situazione. In questo momento non ho un progetto alternativo da offrire, valutiamo tutto". Scudo Al momento l'unica certezza è quella che ArcelorMittal ha deciso di mollare. Casus belli la questione dello "scudo penale", la norma che avrebbe dovuto proteggere la dirigenza della multinazionale dell'acciaio dai rischi giudiziari per i problemi, ambientali e di sicurezza, creati dalle precedenti gestioni. Una norma inaccettabile per i 5stelle, che hanno fatto di tutto per cancellarla, e a cui si è aggrappata ArcelorMittal per togliersi dalle spalle il peso di un impianto difficile da gestire, tanto più in una fase di recessione economica e di guerra internazionale dei dazi. Mazzata La multinazionale, allora oltre allo scudo vorrebbe liberarsi di 5 mila dipendenti, una mazzata che i sindacati bocciano senza appello e a cui rispondono con le prime 24 ore di sciopero. Ad attendere Conte davanti allo stabilimento i lavoratori, ma anche gli esponenti di associazioni ambientaliste che hanno ingaggiato da tempo una vera e propria guerra contro l'industria che "avvelena" la Città dei due mari. Ressa, striscioni, cori di slogan: "Parlerò con tutti, ma con calma. Dentro ci sono gli operai, devo parlare anche con loro". Gli operai hanno accolto il premier nella sala del Consiglio di fabbrica e Antonio Talò, segretario Uilm Taranto, ha detto chiaramente, con riferimento alle richieste degli ecologisti e dei comitati di cittadini che premono per la chiusura dello stabilimento: "Lei ha visto una faccia della medaglia...". Per Conte: è "dossier prioritario per il governo. Dobbiamo gestirlo tutti uniti, anche voi. Tutti insieme come 'sistema paese' dobbiamo combattere questa battaglia". Cinesi Tra le ipotesi in campo, mentre sembra sbiadire quella del gruppo indiano Jindal inizialmente concorrente di ArcelorMittal per acquisire l'impianto, potrebbe affacciarsi un interesse cinese. C'è poi il tema della nazionalizzazione, della statalizzazione come ai tempi della vecchia Italsider e dell'Iri. Su questo aspetto taglia corto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri: "L'ipotesi sul tavolo è che Mittal adempia ai propri impegni, deve sviluppare gli investimenti, il piano ambientale e industriale che si è impegnata a portare avanti. È questa la prospettiva del governo". Ma c'è anche chi come il il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, afferma. Stato "Se il mercato fallisce tocca allo Stato "L'acciaio è strategico e se il mercato fallisce è semplicemente giusto che tocchi allo Stato occuparsene. In tutto il mondo, nelle aziende strategiche, in alcuni settori industriali c'è lo Stato". Il segretario Pd, Nicola Zingaretti, incalza: "Ora è importante che chi sta trattando lo possa fare sentendosi dietro la solidarietà di una maggioranza che sosterrà le azioni più utili a far sì che l'azienda possa continuare a gestire questo sito" e la presenza di Conte a Taranto è "un atto coraggioso", che "sottolinea la volontà del governo di non abbandonare né la città né l'Ilva". Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, non ha dubbi: Conte "lavora esclusivamente per il bene di questo paese".
(foto da sito governo.it)

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