Tasse, c'è chi getta il sasso e nasconde la mano. Conte e Gualtieri difendono manovra

. Economia

Con la legge di bilancio torna il dibattito sul fisco, squassato in Italia dalle politiche dei condoni inaugurate dai governi Berlusconi-Lega e ancora oggi al centro della demagogia 'flat tax', che fa felici soltanto gli evasori. La "Relazione sull'evasione fiscale e contributiva" della Commissione del Mef presieduta da Enrico Giovannini stima in 109 miliardi di euro nel 2016 l'evasione. Autonomi Le imposte più evase sono l'Irpef da lavoro autonomo e impresa (34 miliardi) e l'Iva (36 miliardi). La Commissione stima intorno al 68% delle tasse teoricamente da pagare l'evasione tra gli autonomi, contro il 3,6% tra i dipendenti che hanno la ritenuta alla fonte. Sta tutto qui lo squilibrio italico, che secondo l'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell' Università Cattolica del Sacro Cuore, diretto da Carlo Cottarelli vede in realtà sottostimata "la vera evasione", perché la Relazione "non include l'evasione sui contributi dei lavoratori autonomi e altre tasse minori", si arriva così a una stima "di almeno 130 miliardi". Ossia, sottolinea l'Osservatorio, "il 7,7% del Pil, dato particolarmente rilevante se messo a confronto con il deficit che nel 2016 era attorno al 2,5%. È chiaro che le entrate recuperate dovrebbero essere usate quasi interamente per ridurre le aliquote di tassazione, ma questi dati fanno capire quanto sia importante combattere l'evasione anche per migliorare i conti pubblici". Senza sconti Intervistato da Repubblica, Cottarelli precisa: se fossi al governo "metterei una pietra sopra alla stagione dei condoni. Siamo rimasti l'unico paese occidentale, insieme alla Grecia, con questa malsana abitudine". E le manette? "Aumentare le pene servirebbe come segnale, ma poi e' la pratica che conta. In America e nel nord Europa sono i controlli" a funzionare: "capillari e oggettivi, senza sconti. Da noi occorre intanto intensificarli e cercare di centralizzarli il più possibile. Credo siano utili misure come la fatturazione elettronica, la tracciabilità dei pagamenti è essenziale" e poi "i limiti al contante, non sono un toccasana, ma sono anch'essi un segnale". Premier Tutte proposte sostenute con vigore dal premier Conte e prima caldeggiate e poi inopinatamente sconfessate dal leder politico M5s, Luigi Di Maio, come ha denunciato un suo sconsolato sostenitore, il direttore del "Fatto", Marco Travaglio. Il presidente del Consiglio non ha dubbi: "Ho letto molte ricostruzioni non corrispondenti alla realtà sul fatto che la manovra aumenta la pressione fiscale complessiva. Le bugie hanno le gambe corte, gli italiani vedranno". In carreggiata E il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, dice: con questa manovra "non solo abbiamo disinnescato 23 miliardi di aumento dell'Iva, ma abbiamo anche abbassato le tasse per 3 miliardi ai lavoratori e messo risorse per una serie di politiche" di sviluppo. "L'Italia - ha sottolineato a Zapping su Radio Rai - stava andando a sbattere, abbiamo rimesso il paese in carreggiata. Salvini è scappato, perché non sapeva come fare la manovra. Tutti dicevano che sarebbe stato impossibile realizzarla senza una stangata. Noi lo abbiamo fatto".

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