Libro e mascellone, Salvini pubblicato da CasaPound

. Cultura

Matteo Salvini sceglie Altaforte, la casa editrice legata a Casa CasaPound, per pubblicare il suo libro "Io sono Matteo Salvini – Intervista allo specchio". La foto con mascella volitiva della copertina è già tutta un programma e la manchette pubblicitaria promette ancora di più: "Cento domande all'uomo più discusso d’Europa. Cento risposte per raccontare quanto di se stesso ne informa l'azione di governo. Cento risposte a chi lo ama, a chi lo critica, a chi ripone fiducia in lui e a chi lo vorrebbe vedere 'penzolare a testa in giù'". Le domande sono rivolte da Chiara Giannini, 45 anni, giornalista e inviata di guerra per Il Giornale; sono raccolte poi "tante testimonianze", in un confronto a distanza - tra "la gente della strada" e i "politici, amici e nemici, e gli animatori dei salotti televisivi e della carta stampata - che "traccia il solco, sempre più invalicabile, tra popolo e classe dirigente". Un caso editoriale che colpisce e sembra dare vigore alla polemica di quanti, dietro la facciata sovranista, vedono una sostanza autoritaria, neofascista o semplicemente fascista, della nuova Lega targata Salvini. Ma dallo staff del ministro dell'Interno si minimizza: "Salvini non ha scritto alcun libro, ha semplicemente rilasciato una lunga intervista" e, soprattutto, "non ha firmato contratti o accordi con la casa editrice, liberamente scelta dall'autrice". Le polemiche comunque non si fermano, proprio nei giorni in cui militanti del gruppo di estrema destra sono accusati per un clamoroso episodio di violenza sessuale e gruppi di ultras calcistici - secondo molti in generale molto coccolati dal 'tifoso' ministro dell'Interno - inneggiamo a Mussolini a pochi metri da piazzale Loreto. C'è poi la questione dello sgombero dell'edificio occupato da CasaPound nel rione Esquilino di Roma e per il quale la sindaca pentastellata, Virginia Raggi, ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Il responsabile del Viminale ha però tirato il freno a mano, mettendo lo stabile di via Napoleone III - abusivamente in mano agli estremisti dal 2003 - in fondo alla lista di quelli da liberare: "Si comincia - ha precisato Salvini - dalle situazioni più pericolose per instabilità delle strutture e dove ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso". A completare le liaisons dangereuses tra il capo leghista e il gruppo neofascista, la recente bufera social sulla scelta del ministro dell'Interno di farsi fotografare allo stadio con indosso un giubbotto con lo stemmino stilizzato del picchio, marchio di Pivert, la casa di moda del numero uno di Altaforte Edizioni, Francesco Polacchi, già leader di Blocco Studentesco, l'organizzazione giovanile di CasaPound. Ora è proprio Polacchi a fingersi sorpreso per il chiasso mediatico: "Non capisco perché le notizie escano così, prima di una comunicazione ufficiale da parte della casa editrice", facendo finta di non sapere che l'anteprima del volume campeggia sul sito internet di Altaforte. Rivelatasi debole la prima linea di difesa, Polacchi la butta in politica: "D'altra parte - afferma -, siamo una casa editrice sovranista e in questo momento Salvini è il numero uno del sovranismo. Abbiamo deciso di farlo uscire per il Salone del libro di Torino: quello della cultura è uno spazio totalmente occupato dalla sinistra, dove noi vogliamo portare qualcosa di diverso". Con Salvini, assicura, "non c'è nessun tipo di rapporto personale". E il giubbotto? "Semplicemente Salvini è uno fico e la Pivert fa abbigliamento fico...".

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