Coronavirus, nella corsa al vaccino c’è chi punta al record per averlo in autunno

. Cultura

Aziende farmaceutiche e biotech di tutto il mondo sono impegnate nella ricerca e nello sviluppo di un vaccino anti-Covid-19, unica arma per proteggere le persone dall'infezione. Tempo previsto almeno un anno, ma la corsa è partita e qualcuno potrebbe tagliare il traguardo forse in anticipo. Negli Usa e in Cina ci sono stati già test sperimentali sull'uomo. I media tedeschi hanno parlato dello sprint della CureVac, la società a cui si è interessato il presidente Trump, ventilando che, se tutto andasse secondo i programmi un vaccino potrebbe essere disponibile addirittura il prossimo autunno. Pre-clinici Ma anche in Italia la ricerca si muove con intensità: l'azienda biotecnologica Takis, di Castel Romano vicino Roma, ha ottenuto il via libera a testare il suo vaccino sui modelli pre-clinici. In parallelo prosegue anche la sperimentazione di farmaci per la terapia di quanti sono già stati colpiti dal virus, da abbinare ai macchinari per l'aiuto respiratorio. In particolare, si punta sui farmaci in grado di combattere efficacemente la grave infiammazione dei polmoni prodotta dal Coronavirus. Anche in una fase di emergenza non è possibile testare un vaccino sull'uomo in modo incontrollato, per cui entrano in gioco gli enti sanitari che supervisionano e autorizzano il processo passo passo. mRNA Di qui la possibilità di accelerare l'intero processo soltanto in misura limitata. Sul fronte dei vaccini quelli che utilizzano le potenzialità del "mRNA" (RNA messaggero), come nel caso della ricerca portata avanti da CureVac, appaiono in vantaggio sulle metodologie tradizionali e trarrebbero beneficio da quanto già realizzato dalla ditta biotech tedesca nello sviluppo di un vaccino contro la rabbia. Intervistato dalla radio pubblica tedesca Deutsche Welle, uno degli scienziati legati al team di ricerca, Friedrich von Bohlen, ha sottolineato che la metodologia consente di "proteggere completamente le persone con solo 1 microgrammo, il che significa che 1 grammo di mRNA è sufficiente per vaccinare 1 milione di persone. In confronto,  i vaccini convenzionali spesso richiedono 500 milligrammi di sostanza per garantire protezione. L'mRNA è molto potente, è necessario un quantitativo ridotto per garantire la protezione e il materiale stesso può essere fornito rapidamente". Frammento Luigi Aurisicchio, che coordina il gruppo di ricercatori alla Takis, indica per l'autunno i test sull'uomo e spiega: "Il nostro è un vaccino genetico, che contiene solo un frammento di DNA del virus, è sicuro e induce una forte risposta da parte del sistema immunitario". Particolare la tecnica di somministrazione, che consiste nell'iniezione nel muscolo seguita da un brevissimo impulso elettrico che facilita l'ingresso del vaccino nelle cellule e attiva il sistema immunitario. La ricerca è condotta in collaborazione con l'Istituto Spallanzani di Roma. Per raggiungere l'obiettivo finale, segnala Aurisicchio, "chiediamo un confronto con le agenzie nazionali ed europee" e anche sul fronte dei finanziamenti si è deciso di muoversi velocemente con il lancio di una campagna di crowdfunding che ha lo scopo di raccogliere velocemente la somma necessaria per accedere alle fasi successive di sviluppo del vaccino.

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