Virus sempre più letale, 793 morti. Stop alle 'fughe' nelle seconde case

. Cronaca

Il coronavirus sempre più letale. Ed è sempre più tragico il bollettino quotidiano della Protezione civile: nelle ultime 24 ore 793 vittime, la cifra più alta in questa macabra contabilità dall'inizio della diffusione del virus, un mese fa. 4.825 finora le vittime. Però sono 943 le persone guarite e questo lascia ben sperare anche se il numero dei contagiati rispetto a ieri continua ad aumentare raggiungendo il totale di 42.681 (+4.821). Il dato complessivo dei contagiati, comprese le vittime e le persone guarite, ha raggiunto quota 53.578. La Lombardia resta l'epicentro dell'epidemia con un numero di vittime che in un solo giorno ha superato le 500 unità e un sistema sanitario ormai vicino al collasso. "Milano deve resistere altrimenti sarà un disastro" ha detto il sindaco Sala. Di fronte a questi drammatici sviluppi, mentre nel capoluogo lombardo si allungano le file davanti ai supermercati, il governo ha deciso di aumentare la 'stretta' per contenere l'espansione dell'epidemia e i movimenti dei cittadini all'insegna di quella che è ormai una parola d'ordine e cioè: "Restate a casa", andando incontro così - anche se non completamente - alle richieste di sindaci e governatori. Un'ordinanza del ministro della Salute Speranza impone - per ora fino al 25 marzo - nuove limitazioni per sport e giochi all'aperto, la chiusura di parchi e giardini pubblici e il divieto di raggiungere le seconde case nel week-end (per impedire le fughe insomma). L'art.1 dell'ordinanza dice: "Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure: a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici; b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona; c) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro; d) nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza".

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