Più morti da noi che in Cina. Trump accusa Pechino per i 'silenzi' sul virus

. Cronaca

Italia sotto l'attacco del coronavirus: siamo diventati il paese che registra il maggior numero di morti per questa terribile pandemia. Con 3.405 decessi infatti il nostro paese ha superato anche la Cina, dove il virus è nato e si è sviluppato (3.245). Solo oggi il numero delle vittime in Italia è stato di 427 (ieri i morti erano stati 475), 33.190 i positivi (solo oggi 4.480), 4.440 le persone guarite (oggi 415). Sono 2.498 i malati ricoverati in terapia intensiva, 241 in più rispetto a ieri. Di questi 1.006 sono in Lombardia.  Dei 33.190 malati complessivi, 15.757 sono poi ricoverati con sintomi e 14.935 sono quelli in isolamento domiciliare.  300 i bambini malati di coronavirus ma nessun decesso e nessun caso grave. E' un quadro ancora una volta drammatico quello diffuso stasera dalla Protezione Civile, un bollettino che lascia ben poco spazio alla speranza di un'inversione della curva. La Lombardia resta la regione più colpita con 2.168 vittime. Il presidente Fontana se la prende con chi ancora oggi non rispetta la regola di stare in casa e chiede al governo maggiori restrizioni e all'esercito di affiancare polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani nei controlli. Il virus si espande in tutta Europa, dalla Spagna - il paese con più contagiati dopo l'Italia - alla Germania, dalla Francia alla Gran Bretagna. E' di oggi la notizia che Alberto di Monaco è risultato positivo al test del coronavirus. Idem per Michel Barnier, il capo negoziatore Ue per la Brexit. L'Onu per bocca del suo segretario generale teme "milioni di morti" se non si interverrà tutti insieme e drasticamente per bloccare la pandemia che ormai è più di una guerra. "Se lasciamo che il virus si diffonda come un incendio, specialmente nelle regioni più vulnerabili del mondo, ucciderà milioni di persone" ha detto Guterres che ha aggiunto: "Siamo di fronte a una crisi sanitaria globale diversa da qualsiasi altra nella storia di 75 anni delle Nazioni Unite, che sta infettando l'economia globale. Una recessione globale, forse di dimensioni record, è quasi una certezza". Da Washington il presidente Trump ha attaccato frontalmente Pechino per i suoi 'silenzi' sul 'virus cinese' (è tornato a chiamarlo così per l'irritazione del paese asiatico) ma l'inquilino della Casa Bianca si è mosso in ritardo sulla pandemia (ora sono più di 10.000 i contagi negli Usa e 150 i morti) ed è in difficoltà di fronte ad una situazione che può sfuggire al suo controllo, influenzare la campagna elettorale per le presidenziali di novembre e mettere perfino in forse la sua nomination repubblicana, fino a ieri certa. "Il mondo pagherà a caro prezzo il fatto che la Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus" ha detto Trump, nel corso del briefing quotidiano alla Casa Bianca.  "Stiamo lavorando costantemente per sconfiggere il 'virus cinese'". E ancora: "Alcuni chiamano il virus un atto di Dio, io no. È un qualcosa che ha sorpreso il mondo. Se l'avessimo saputo prima, se loro l'avessero saputo prima, l'avremmo potuto fermare nel posto da dove è arrivato, che è la Cina". Un nuovo attacco proprio nel giorno in cui la Cina annuncia 'zero contagi' da Wuhan, la città da cui è partito tutto tre mesi fa...

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