Clima, Greta denuncia "nulla cambia" e Trump fa l'amerikano...

. Cronaca

A Davos i potenti della Terra si interessano di clima, ma Greta Thunberg denuncia: "Nulla è cambiato". Il presidente Usa, Donald Trump, fa l'"amerikano" e affidandosi alla solita rodomontata dipinge gli ambientalisti come "profeti di sventura". I due non si confrontano direttamente, ma lanciano i rispettivi messaggi in eventi separati del World Economic Forum. Qualunquista Cinicamente qualunquista il capo a stelle e strisce respinge ogni preoccupazione per gli effetti del riscaldamento globale e bolla quello degli attivisti guidati dalla teenager svedese semplicemente come "pessimismo" e "disfattismo". "Questo non è il momento del pessimismo - asserisce -, è il momento dell'ottimismo. Per cogliere le possibilità di domani dobbiamo respingere questa apocalisse che ci viene prospettata. Questi allarmisti sono gli eredi dei folli indovini di ieri, la paura e il dubbio non sono buoni consiglieri". Maestosità Poi con i giornalisti veste immaginifici abiti verdi: "Sono un grande sostenitore dell'ambiente. L'ambiente è molto importante per me" e un po’ grottescamente aggiunge: "Siamo impegnati a preservare la maestosità della creazione di Dio e la bellezza naturale del nostro mondo". Altro che storie replica Greta, e ai pezzi grossi presenti a Davos dice: "I fatti sono chiari, ma ancora troppo scomodi per voi da affrontare. La nostra casa comune è in fiamme e la vostra inazione le alimenta. Vi chiediamo di comportarvi dimostrando che amate i vostri figli sopra ogni altra cosa. La mia generazione non si arrenderà senza combattere". Promesse Certamente tante cose sono successe e migliaia di giovani sono scesi in campo, ma fondamentalmente da parte di chi muove le leve di uno sviluppo economico responsabile del caos climatico "non è stato fatto nulla". Molte "promesse e parole vuote", denuncia Greta, e così "siamo ancora indietro. Le emissioni globali continuano ad aumentare. Dobbiamo iniziare ad ascoltare la scienza e trattare questa crisi con l'importanza che merita, perché questa è una vera e propria crisi". Nel dicembre 2015 l'Accordo di Parigi indicò l'impegno a limitare l'innalzamento della temperatura globale "ben al di sotto di 2 gradi" rispetto all'era pre-industriale. Gradi La previsione già allarmante per gli scienziati di un innalzamento di 1,5 gradi centigradi avrebbe dovuto portare alla messa in atto di sforzi su larga scala senza precedenti e da realizzare con rapidità. Ciò non è avvenuto e la situazione potrebbe peggiorare con la scelta di Trump di ritirare gli Usa dall'Accordo. Di questo passo, secondo recenti studi, la prospettiva concreta e catastrofica potrebbe essere addirittura quella di un aumento medio delle temperature di 3 gradi entro il 2100.

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