"Veganismo etico come una religione". Tribunale inglese, no a ogni discriminazione

. Cronaca

Il veganismo etico è in tutto e per tutto paragonabile a una religione o a un credo filosofico e i suoi seguaci non possono essere discriminati. Lo ha stabilito il tribunale del lavoro britannico di Norwich, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Il giudice Robin Postle ha deciso sulla base dell'Equality Act del 2010, con implicazioni potenzialmente considerevoli, perché la protezione giuridica potrebbe investire anche altri settori oltre quello del lavoro, dall'istruzione alla fornitura di beni e servizi. Licenziato Il caso riguardava Jordi Casamitjana, 55enne londinese, licenziato dalla League Against Cruel Sports - organizzazione in difesa degli animali e contro sport come la caccia alla volpe - per aver avanzato obiezioni sul fatto che il fondo pensioni dell'associazione stava investendo in società coinvolte in test sugli animali. Casamitjana ha dichiarato di essere "estremamente soddisfatto", anche se la sentenza affronta la questione in termini generali dal punto di vista di possibili pratiche discriminatorie, mentre la pronuncia sul licenziamento avverrà in un secondo tempo. "Mi auguro - ha detto l'attivista - che altri vegani ne possano trarre beneficio". La League Against Cruel Sports da parte si è difesa attribuendo il licenziamento a "cattiva condotta". Gandhi Nel 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society - la più antica organizzazione vegetariana al mondo, di cui fece parte anche il Mahatma Gandhi - pensarono fosse necessario dare vita a un coordinamento di "vegetariani non consumatori di latticini", nacque così la Vegan Society. Il veganismo è un preciso stile di vita, che non prevede soltanto una dieta, ma evita lo sfruttamento degli animali in ogni ambito, dall'abbigliamento al tempo libero. A piedi Casamitjana ha sottolineato: "È una convinzione filosofica e quando si guarda alla mia vita o a quella di qualunque altro vegano etico, lo si vede chiaramente. Ad esempio, preferisco andare a piedi, piuttosto che prendere l'autobus, per evitare incidenti anche accidentali con insetti o uccelli". Secondo il ricercatore della University of Oxford, Joseph Poore, "la cosa più forte" che ciascuno potrebbe fare "per aiutare l'ambiente, è cambiare la propria dieta. Una dieta priva di carne e di prodotti lattiero-caseari potrebbe ridurre sul fronte alimentare l'impronta di carbonio di un individuo - il parametro che viene utilizzato per stimare le emissioni gas serra - fino al 73%, oltre a contribuire a frenare significativamente la deforestazione per fare posto all'agricoltura intensiva".

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