Clima, evitare l'ecocidio gridano dagli atolli che rischiano di "annegare"

. Cronaca

Ventinove atolli nel bel mezzo dell'oceano Pacifico che rischiano letteralmente di 'affogare'. Il grido di allarme della presidente delle isole Marshall, Hilda Heine, dalla conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Madrid colpisce come un pugno in pieno stomaco. In attesa della giovane pasionaria Greta, è la più matura, ma molto concreta Hilda a rendere evidenti i rischi dei cambiamenti climatici in atto. Una evoluzione, che se non controllata, potrebbe veder finire inesorabilmente sott'acqua non soltanto le Marsahall, ma molti tra i 44 paesi insulari e costieri che aderiscono all'Alleanza dei piccoli Stati insulari (AOSIS). 10 metri Lottare contro il riscaldamento globale diventa una vera e propria questione di vita o di morte: il punto più alto delle Marshall raggiunge i 10 metri di altitudine sul livello del mare e si trova sull'isola più grande, Kwajalein. Soltanto una settimana fa - praticamente in contemporanea con Venezia - un altro atollo, quello della capitale Majuro, è stato travolto e invasa dall'acqua, per l'effetto combinato dell'alta marea e di onde oceaniche di 5 metri. "L'acqua copre la gran parte della nostra terra in uno o più momenti dell'anno - ha detto Hilda Heine - Noi combattiamo le maree, ma mentre parlo qui centinaia di persone sono state evacuate dalle loro case. È una lotta contro la morte per chiunque non sia pronto a scappare. Noi come nazione rifiutiamo di scappare, ma ci rifiutiamo anche di morire". Delusi Un evento denunciato da Lois Young, la diplomatica che rappresenta l'AOSIS, come un vero e proprio "ecocidio". Quindi, ha aggiunto: ""Siamo delusi da azioni inadeguate da parte dei paesi sviluppati e indignati dal ritiro dell'accordo di Parigi di uno degli inquinatori con maggiori responsabilità", gli Stati Uniti. "Nel mezzo di un'emergenza climatica, la ritirata e l'inazione equivalgono a sanzionare l'ecocidio. Riflettono un profondo fallimento nell'onorare l'impegno globale collettivo a proteggere i più vulnerabili". Nancy Pelosi Per il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, l'umanità deve scegliere tra la "speranza di un mondo migliore, agendo ora, o la capitolazione". Dagli Usa una parola di speranza, dopo l'annuncio di Trump di uscita unilaterale il prossimo anno dall'accordo di Parigi, viene dalla presidente democratica della Camera, Nancy Pelosi: "Siamo qui per dirvi che ci siamo ancora", il Congresso degli Stati Uniti non lascia l'impegno per "salvare il pianeta per le generazioni future. È una missione, una passione. Abbiamo una responsabilità morale nei confronti delle generazioni future di consegnare un pianeta nelle migliori condizioni possibili".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna