Consulta, incostituzionale ergastolo ostativo. Anche per mafiosi cade no a permessi

. Cronaca

La Corte costituzionale, così come due settimane fa la Corte europea dei diritti dell'uomo, boccia l'ergastolo ostativo. I supremi giudici hanno dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4 bis, comma 1, dell'Ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede la concessione di permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia, anche se sono stati acquisiti elementi tali da escludere sia l'attualità della partecipazione all'associazione criminale sia, più in generale, il pericolo del ripristino di collegamenti con la criminalità organizzata". Relativa Insomma, spiega il comunicato stampa della Corte, "la presunzione di 'pericolosità sociale' del detenuto non collaborante non è più assoluta, ma diventa relativa e quindi può essere superata dal magistrato di sorveglianza, la cui valutazione caso per caso deve basarsi sulle relazioni del carcere, nonché sulle informazioni e i pareri di varie autorità, dalla Procura antimafia o antiterrorismo al competente Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica". Ossimoro Una sentenza delicata, che trova come antagonista naturale il capo della destra, Matteo Salvini, che senza pensarci troppo dal solito palco iperpopulista di Facebook la definisce "indegna" e attacca: "Ma che testa hanno i giudici della Corte? Permessi premio anche per chi è condannato all'ergastolo per mafia e terrorismo? È un ossimoro". Quindi mette in guardia: "Non vedo l'ora di tornare al governo per sistemare un po' di cosine" e aggiunge: "Vediamo se è possibile ricorrere, perché è una sentenza che grida vendetta". Non impugnabile Il costituzionalista Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali alla Camera, ricorda semplicemente all'aspirante "uomo solo al comando" la previsione dell'articolo 137 comma 3 della Costituzione: "Contro le decisioni della Corte costituzionale non e' ammessa alcuna impugnazione". Sul fronte opposto soddisfatti i radicali, da sempre in prima fila contro il 'fine pena mai': "È solo una prima tappa. Il nostro obiettivo, fin dal 1981 con il referendum, è che la Corte dichiari incostituzionale la misura dell'ergastolo". Uffici Intanto il Guardasigilli grillino, Alfonso Bonafede, in attesa di mettere le manette a qualche grande evasore, fa annunciare di aver "dato impulso agli uffici del ministero della Giustizia di mettersi subito al lavoro per analizzare le possibili conseguenze. La questione - ha fatto trapelare con cipiglio severo - ha la massima priorità". L'ergastolo ostativo, ovvero una pena senza fine e senza la possibilità di accedere a qualsiasi beneficio o misura alternativa al carcere, venne introdotto all'indomani della strage di Capaci. Attualmente riguarda circa 900 detenuti, tra mafiosi e terroristi.
(Foto di Ichigo121212 da Pixabay)

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