Migranti, caos Pd. Renzi predica le porte aperte

. Politica

Pd nel caos sull'immigrazione. Dopo la missione 'salva Carola' di alcuni parlamentari, guidati dal capogruppo a Montecitorio, Graziano Delrio, e i dissensi alla Camera sulla conferma della missione italiana in Libia, arriva ora la scomunica dell'ex segretario, Matteo Renzi, per la cosiddetta linea Minniti-Gentiloni. Funesto Il senatore fiorentino scrive una lettera a Repubblica, in cui torna a rivendicare i successi del suo governo, ma piglia a mazzate i suoi successori: "Non abbiamo sottovalutato la questione immigrazione - afferma Renzi - l'abbiamo sopravvalutata, quando nel funesto 2017 abbiamo considerato qualche decina di barche che arrivava in un paese di 60 milioni di abitanti, una 'minaccia alla democrazia'". Secondo Renzi: "Il crollo nei sondaggi del Pd comincia quando si esaspera il tema arrivi dal Mediterraneo e allo stesso tempo si discute lo 'Ius soli' senza avere il coraggio di mettere la fiducia, come avevamo fatto sulle unioni civili. Geometrica dimostrazione d'impotenza: allarmismo sugli sbarchi, mancanza di coraggio sui valori. Il successo di Salvini inizia lì. L'Italia non ha un'emergenza immigrazione, ma tre emergenze gravissime: denatalità, legalità, educazione. La prima è la più preoccupante: la demografia segna la fine delle civiltà, non qualche migliaio di rifugiati che sbarcano nel Mediterraneo". Scimmiottamento Per Renzi "non è la globalizzazione il nostro avversario. Se diciamo che la globalizzazione è il nemico finiamo con il fare un assist a chi dice 'prima gli italiani', chiede di costruire muri, istiga all'odio. Anche sul tema dell' immigrazione, dobbiamo avere una linea, nostra, forte e chiara. E non scimmiottare quella degli avversari". Uno scimmiottamento di cui, invece, si sono resi colpevoli gli ex fedelissimi Gentiloni e Minniti, ora seguaci del segretario Nicola Zingaretti. Quest'ultimo, in un colloquio con il Foglio, prende le loro difese: "Non rinneghiamo nulla di quanto fatto nel 2017. Gentiloni e Minniti hanno contribuito a mettere insieme un impianto di sicurezza che ha avuto il merito di rafforzare anche sul mare la gestione dell'immigrazione". Navi fantasma Naturalmente, prosegue Zingaretti, "oggi quell'impianto non c'è più a causa del disimpegno del governo su questo fronte. Più che concentrarsi sulle Ong il governo dovrebbe concentrarsi sulle navi fantasma che sfuggono al controllo delle nostre autorità, e che per questo sono pericolose e che se fossero conteggiate nel numero degli sbarchi totale, dimostrerebbero che la retorica sul crollo degli sbarchi di Salvini è una falsità. L'emergenza immigrazione è un'emergenza inventata. E quando si diffondono emergenze inventate solitamente lo si fa per nascondere emergenze vere". A prescindere Prende le distanze via Twitter da Renzi anche suo ex ministro e oggi europarlamentare Pd, Carlo Calenda: "Non ricominciamo a farci del male. A prescindere dal fatto che i provvedimenti sono tutti stati votati dal Pd di cui eri segretario, sai benissimo che l'emergenza c'era e come. Fino a 2016 inoltrato i migranti entravano in Italia e andavano negli altri paesi europei. Dopo la chiusura di Schengen e le identificazioni no. 180 mila migranti non sono qualche persona".
(foto U.S. Naval Forces Europe-Africa/U.S. 6th Fleet)

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