Tagli a reddito e quota 100? Un giallo la lettera di Tria a Bruxelles

. Politica

E' diventato un giallo la lettera di Tria a Bruxelles in cui, secondo anticipazioni poi smentite proprio dal ministero dell'Economia, il governo italiano prometterebbe all'Unione europea 'risparmi' (leggi: tagli) su reddito di cittadinanza e quota 100 nel triennio 2020-2022. La lettera i cui contenuti sono stati diffusi dai media e subito smentiti, era attesa per oggi da Bruxelles come la risposta d Roma alla richiesta Ue di chiarimenti sul nostro debito che aumenta invece di calare. Appena diffusi i 'presunti' contenuti della lettera, è scoppiato il 'caso' per il 'no' secco di Luigi Di Maio che ha preso le distanze da un contenuto non concordato con lui. Il capo politico dei Cinquestelle ha detto di non sapere nulla di quella risposta e che comunque il Movimento non aveva nessuna intenzione di avallare tagli alla spesa per reddito e quota 100. Lo stop in risposta alla domanda se riteneva che Tria avesse invece concordato i contenuti solo con la Lega. "Il Governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022" avrebbe risposto Tria a Moscovici e Dombrovski secondo il testo diffuso poi smentito o ridotto al rango di mera anticipazione. A stretto giro però è arrivata la puntualizzazione del vice premier grillino:  "La lettera preparata dal ministro Tria con la lega? Il M5s non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100". Poi la smentita da via XX Settembre e, da parte i Di Maio, la richiesta di un vertice urgente con Conte e Salvini. 




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