Violenza di genere, dalla Camera sì unanime contro il revenge porn

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Nella battaglia alla violenza di genere arriva una nuova fattispecie di reato, il "revenge porn" ovvero l'abuso basato sulla diffusione immagini sessuali con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione o vendetta. Il sì unanime dell'aula di Montecitorio, è giunto dopo il duro scontro della settimana scorsa tra maggioranza e opposizioni seguito al no agli emendamenti che erano stati presentati da Laura Boldrini (Leu) e Federica Zanella (FI), con le deputate di Forza Italia e Pd che avevano occupato i banchi del governo per protesta e conseguente sospensione della seduta da parte del presidente, Roberto Fico. Il capo politico M5s, Luigi Di Maio, aveva però preannunciato la disponibilità a rivedere la questione e così è arrivata la proposta della relatrice grillina Stefania Ascari. La nuova norma si inserisce nel cosiddetto ddl sul "codice rosso", destinato a velocizzare le indagine nei casi di violenza commessi in contesti familiari o di convivenza, senza lasciare discrezionalità sulla sussistenza dell'urgenza. Per svelenire il clima la Lega ha anche ritirato l'emendamento in favore dell'introduzione della castrazione chimica. "Siamo consapevoli - ha chiarito il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno - che si tratti di un tema non è condiviso dal M5s. In questo momento abbiamo una priorità, quella di fare andare avanti in maniera compatta il governo e questo provvedimento". Il vicepremier Di Maio, via Twitter, ha spronato: "Ora si voti la legge. Lo dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie". In particolare, sul tema del revenge porn la diffusione senza consenso di immagini a contenuto sessualmente esplicito, destinate a rimanere private, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge o da persona legata da relazione affettiva agli offesi e se la diffusione avvenga via Internet. Ulteriori inasprimenti di pena sono previsti qualora il reato avvenga in danno di disabili o di una donna in stato di gravidanza. Per Boldrini "è una vittoria delle opposizioni", mentre al deputata Pd Patrizia Prestipino rileva: "Un bellissimo tabellone verde dà il via libera all'emendamento che le deputate dell'opposizione sono riuscite a far votare dalla maggioranza grazie alla loro protesta pacifica". Fa sentire la sua voce anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che annuncia l'intenzione di "creare un telefono rosso che permetta alle donne di denunciare e di essere ascoltate e protette". Ma la deputata dem Lucia Annibali, che nel 2013 ebbe il volto sfregiato con l'acido da due uomini mandati dall'ex-fidanzato, subito replica: "Salvini mostra di utilizzare le donne solo per fare propaganda. Vuole creare qualcosa che già esiste: il 1522, numero nazionale antiviolenza" e la sua collega Alessia Rotta aggiunge: "Salvini non finirà mai di stupirci: questa volta omette la creazione di un 'telefono rosso', spacciando per nuovo un servizio in vigore da anni".
(foto da sito Camera deputati)

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