Diciotti, Conte "decisione del governo". Salvini, senza navi Ong zero barconi

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E' il governo nel suo complesso ad assumersi la responsabilità politica del caso Diciotti. Lo sostiene il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un documento di quattro pagine allegato alla memoria presentata dal vicepremier, Matteo Salvini, alla Giunta per le immunità del Senato. Toccherà alla Giunta decidere in prima istanza sull'autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania nei confronti del capo del Viminale, per la vicenda dell'agosto scorso quando venne bloccato per sette giorni lo sbarco dalla nave della Guardia costiera di 177 migranti salvati al largo di Malta. "Sento il dovere di precisare - afferma il premier Conte - che le determinazioni assunte in quell'occasione dal ministro dell'Interno sono riconducibile a una linea politica sull'immigrazione che ho condiviso nella mia qualità di presidente nel Consiglio con i ministri competenti, in coerenza con il programma di governo". Insomma, sul caso Diciotti, "le azioni poste in essere" dal ministro Salvini costituiscono l'"attuazione di un indirizzo politico-internazionale, che il governo da me presieduto, ha sempre coerentemente condiviso fin dal suo insediamento. Di questo indirizzo, così come della politica generale del governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell'articolo 95 della Costituzione". I componenti della Giunta dovranno valutare la ammissibilità del documento, così come quello sulla stessa lunghezza d'onda firmato dal vicepremier, Luigi Di Maio, e dal suo collega pentastellato alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dove si parla di "decisioni frutto di condivisione politica". Di Maio ha poi precisato in una intervista televisiva: "Noi siamo sempre stati contro qualsiasi tipo di immunità", ma "è chiaro che questa è un'autorizzazione su un caso specifico, che coinvolge una decisione di tutto il governo. Piena fiducia va ai membri del M5s della Giunta, con molta serenità si prenderà una decisione corale". Salvini, intanto, tira dritto: "Non chiedo aiutini a nessuno, ho agito nell'interesse Italia. Lascio che tutti leggano le carte e ognuno voterà secondo coscienza". E poi via Twitter si lascia andare a una constatazione legata anche al più recente caso Sea Watch: "Da quindici giorni, da quando non ci sono più navi delle Ong davanti alle coste libiche, sapete quanti barconi sono partiti? Zero! Che caso - dice appagato il ministro dell'Interno -, che coincidenza...".

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