Di Maio, la mini-Tav è una 'supercazzola'. Salvini, nessun 'mercato' col caso Diciotti

. Politica

"Non siamo al mercato", dice Salvini sulla Tav, quella linea ferroviaria Torino-Lione che sull'interrogativo se continuarla o meno (o se ridurla) sta portando M5s e Lega sull'orlo di una crisi di nervi. Il leader del Carroccio sarebbe favorevole a farla magari ridimensionata e non lo nasconde di fronte ad ogni nuovo 'no'  Di Maio. Ritiene che alla fine come è successo tante altre volte in questi mesi un accordo con i Cinquestelle si troverà. E' convinto che costerebbe più smantellare il già fatto che proseguire a perforare la montagna, ma stronca la narrazione che vorrebbe in finale un suo Ok allo stop grillino in cambio di un voto a suo favore da parte dei senatori Cinquestelle riguardo all'autorizzazione a procedere chiesta nei suoi confronti dal tribunale dei Ministri di Catania sul caso Diciotti (visto che su quest'argomento il capo politico del Movimento è ancora sul vago). "La mia parola - spiega Salvini - vale più di qualsiasi sondaggio Non faccio saltare il governo per quello che dicono i sondaggi. Però - e qui è il riferimento al Tav - le cose bisogna farle non bloccarle". Poi la smentita sull'ipotetico baratto in risposta ad una domanda precisa dei giornalisti: "Non siamo al mercato, io ti do questo tu mi dai quello, è roba di vecchi governi, non ho bisogno di aiutini, ho fatto il ministro, io blocco gli sbarchi, sveglio l'Europa e fermo i morti e le partenze, l'ho fatto, lo farò, poi sulla Tav aspettiamo i numeri". Di Maio aveva appena ribadito il suo netto 'no' all'opera affermando che "finchè ci sarà il Movimento al governo la Tav non si farà". Nemmeno una Tav 'ridimensionata' che per Di Maio è una 'supercazzola. "Per me valgono le priorità: in questo governo ce lo siamo detti chiaramente dall'inizio, ci sono cose su cui siamo d'accordo e altre no. Lavoriamo su quelle su cui siamo d'accordo, altrimenti devo concludere che si spinge su cose su cui non siamo d'accordo per creare tensioni nel governo? Io non lo consiglio...". E quanto al caso Diciotti, una piccola apertura rispetto al consolidato atteggiamento dei Cinquestelle sul capitolo immunità ma anche la conferma che nessuna decisione sia stata già presa: "Nella nostra storia non abbiamo votato perchè venisse utilizzata l'immunità parlamentare. Questa è un po' diversa da un'immunità ma per quanto mi riguarda il mio riferimento sono i senatori della giunta che seguiranno tutto il procedimento. Poi decideremo. So bene che il voto arriverà tra qualche settimana, leggeremo le carte. Questa è diversa da un'immunità ma non per questo abbiamo già deciso".

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