Berlusconi, nei 5stelle "tutto il peggio del '900"

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"Io ci sono, Forza Italia c'è". Silvio Berlusconi è in campo per le prossime europee e per il suo partito, a partire dalla sfida per la guida della Regione Abruzzo, dove il centrodestra - Lega compresa - si presenta unito a sostegno di Marco Marsilio, esponente di Fratelli d'Italia. Si vota domenica 10 febbraio e gli sfidanti sono l'ex vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, per il centrosinistra e la pentastellata, Sara Marcozzi. Il Cavaliere, proprio in ragione dell'intesa elettorale non attacca Salvini, ma dirige i suoi strali sull'ala grillina del governo gialloverde. I Cinque stelle, scandisce l'ex premier del centrodestra, sono "una forza politica moderna nell'uso degli strumenti di comunicazione, ma vecchissima nelle idee e nelle proposte: c'è tutto il peggio del '900" e poi "non hanno competenza né esperienza. Sono un rischio grave che incombe su di noi. Sono comunisti da strada, che vogliono cambiare il paese con tutte le peggiori ricette della sinistra comunista e con l'invidia sociale". Insomma, una specie di movimento 'madurista' contro cui soltanto gli azzurri, "unici in Italia", si battono per perseguire il progetto di un paese "liberale e forte, in grado di contare in un'Europa unita". E proprio l'Europa è il terreno scelto da Berlusconi per tornare a contare in politica: "Scendo in campo per le prossime elezioni europee, perché il nostro paese corre un pericolo molto grave. Ho la stessa determinazione e lo stesso entusiasmo di 25 anni fa. Torno in campo, perché il mio senso di responsabilità me lo impone: il nostro paese lo merita, gli italiani lo meritano e i nostri figli lo meritano". Il confronto per l'Europa, sostiene il 'Cav' dal palco di Pescara, si gioca tra "la pericolosa sfida dell'isolazionismo e del sovranismo e la prospettiva di un'Europa diversa, non burocratica né egoista. Le sfide globali che abbiamo di fronte, politiche ed economiche, non possono essere vinte da nessuna nazione da sola. Può farlo solo l'Europa". Berlusconi si rivolge direttamente anche a chi il 4 marzo ha espresso un voto di protesta e agli astensionisti: "Crediamo nel futuro e questo futuro vogliamo costruirlo con gli italiani che ci sono da sempre vicini, ma anche con l'altra Italia: quei cittadini onesti che alle scorse elezioni non hanno votato o lo hanno fatto per protesta. Sono sicuro che ce la faremo".

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