Sea Watch, show elettorale con la magistratura che boccia il piano di Salvini

. Politica

Sta diventando un pasticcio sempre più grosso e difficile da sbrogliare con il governo che si e' messo in un cul de sac. Salvini continua a tenere duro, ma si avvertono le prime crepe nel governo, con Di Maio che apre allo sbarco. Dopo i tre deputati di iieri oggi e‘ toccato ai dem salire a bordo per poi chiedere che i 47 migranti vengano fatti subito scendere dalla nave. Niente sequestro, che poi era il piano non solo di Salvini ma di tutto il governo, perché il pm di Siracusa assolve l'operato del comandante, che a suo  avviso, ha agito secondo logica puntando sul porto più sicuro. Ma c'e' di più la nave non potrà riprendere il largo se non ci sono tutte le attrezzature di salvataggio, cioè salvagenti e autogonfiabili sufficienti per tutti. Attrezzature delle quali la nave e' sprovvista dovendo normalmente trasportare molte meno persone. In più l'Olanda non vuole saperne di accogliere i migranti. La situazione sta assumendo i to i di uno show elettorale, Con la Lega ed anche il M5s che fanno i duri, mentre le opposizioni chiedono di farli comunque sbarcare. Berlusconi compreso. Insomma gli schieramenti favorevoli o contrari all'accoglienza. Siamo ad una commedia drammatica messa in scena a scapito di quei poveri disperati. Possibile che tra "porti chiusi sempre e a prescindere" di Salvini e quella "porti sempre apetti a prescindere" della sinistra non ci sia un piccolo spazio per il buon senso ed il pragmatismo. Poi c‘è un aspetto che per l‘ennesima volta emerge prepontemente con democrazia, che in Italia dopo Tangentopoli, e' diventata una "democrazia giudiziaria". Sempre meglio di una "democrazia illiberale", dove e' il governo a decidere tutto. ma comunque non quella voluta dal costituente che vedeva ben separati i tre poteri fondamentali dello Stato, esecutivo, parlamentare e giudiziario. Il governo nella "democrazia giudiziaria"  e' solo formalmente al postro di comando. Nei fatti la discrezionalità politica di cui esso gode e' quasi nulla. Non c'e' decisione politica possibile se non si ottiene il placet, quantomeno tacito, delle magistrature. E' questo il vero nodo che il governo dovrà affrontare a partire dal processo di Salvini se il Senato, come pare, darà l'autorizzazione a procedere. 

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