Il 31 auguri in tv di Mattarella e su Facebook 'contromessaggio' di Grillo

. Politica

Il 31 dicembre, a ora di cena, come tutti gli anni il Presidente della Repubblica si rivolgerà agli italiani. Sarà il quarto "messaggio di fine anno" di Sergio Mattarella e il primo dopo la formazione del governo del "cambiamento" gialloverde. Un appuntamento tradizionale che non vuole bucare neppure Beppe Grillo, il garante del MoVimento 5 Stelle, che alla stessa ora in cui si accenderanno le telecamere dal Quirinale lancerà dal web il suo 'contromessaggio': "Vi auguro - scrive sul suo blog, firmandosi con lo pseudonimo 'L'Elevato' - un felice ultimo dell’anno fatto di ottimi propositi e vi ricordo l'appuntamento in diretta Facebook per il mio discorso di fine anno. Pensate, sono passati 20 anni dal mio primo “Discorso all'umanità”. Belin come passa il tempo per voi mortali!". Prima del veglione di San Silvestro con ogni probabilità si farà sentire anche il vicepremier leghista, Matteo Salvini, che ha detto: "Io ascolto sempre il discorso del presidente. Quando parlerà Mattarella sarò davanti alla tv tra un piatto e l'altro. Poi faremo anche i nostri discorsi...". C'è attesa anche per un possibile intervento in coppia dei big pentastellati Luigi di Maio e Alessandro Di Battista. Il vicepremier e capo politico M5s non si sbilancia e dice: "Il 2018 finisce bene e il 2019 può iniziare ancora meglio! Adesso qualche giorno di pausa... Ci vediamo prestissimo!" e saluta " la prima legge di bilancio scritta con il cuore e pensando agli italiani. Abbiamo ancora tanto da fare, ma la strada è quella giusta. Voglio dire grazie a tutti, grazie alle persone che il 4 marzo hanno creduto in noi e che hanno reso possibile tutto questo. Se l'Italia ha iniziato oggi un percorso di cambiamento è anche merito di ognuno di voi". Auguri agli italiani anche da Matteo Renzi, che vede il 2019 come l'anno della verità: "Chi ci governa ha fatto un autogol e nel 2019 il conto lo pagheranno gli italiani. Ma spero di avere torto, perché faccio sempre il tifo per il mio paese. Quello che è certo è che per questi statisti in erba il 2019 sarà l'anno della verità: possono occupare tutti i Tg, militarizzare i social, riempirci le pagine di insulti, ma la verità prima o poi viene fuori. Siamo in tanti a non arrenderci. Se hanno torto la legge di bilancio non sarà il loro inizio, ma la loro fine. E il populismo italiano scoppierà come un palloncino gonfiato troppo".

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