Ok del Senato alla manovra. Il Pd non ci sta e si appella alla Consulta

. Politica

In piena notte il Senato ha dato il via libera alla manovra tra gli applausi e l'esultanza della maggioranza Lega-M5s e le urla e le proteste delle opposizioni Pd e Fi. Il governo ha incassato la fiducia con 167 si, 78 i no, tre gli astenuti. La manovra è passata con 163 sì, 68 no e 2 astenuti. Ora la legge di bilancio 2019 dopo mille vicissitudini e un logorante braccio di ferro con Bruxelles passa alla Camera per la terza e ultima lettura. Se ne parla dopo Natale, forse il 28, e comunque entro la fine dell'anno, oltre c'è lo spettro dell'esercizio provvisorio. E' stato questo alle 3 di notte il risultato finale di giornate di vero caos a palazzo Madama con le opposizioni imbufalite contro l'"esproprio del Parlamento" - o se volete il "golpe" - che sarebbe stato operato dalla maggioranza gialloverde impossibilitata o incapace di presentare all'esame della Commissione Bilancio un testo completo e definitivo della manovra da discutere prima del voto finale in aula (un 'mai visto' nella storia repubblicana) con il dibattito strozzato dalla richiesta di fiducia da parte del governo. Altissima tensione in aula prima del voto finale: alcuni senatori Pd hanno occupato i banchi del governo, c'è stato quasi uno scontro fisico tra una senatrice Pd e una del M5s, è volato qualche fascicolo mentre dai banchi di Forza Italia gli azzurri alzavano cartelli con la scritta "Più povertà per tutti". Poi alle prime luci dell'alba tutti a casa. La battaglia sulla manovra si sposta a Montecitorio. I dem hanno annunciato di volersi appellare alla Consulta: "Viste le gravissime violazioni dell'articolo 72 della Costituzione, il gruppo parlamentare del Pd esprime la volontà di sollevare ai sensi dell'art. 134 della Costituzione il ricorso diretto alla Consulta affinchè si pronunci sulla enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese da parte di questo governo violento che se ne frega dei diritti del Parlamento" ha detto il capogruppo Andrea Marcucci.

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