Guai per Di Maio, altro nero e possibili abusi nell'azienda del papa'

. Politica

Lavoro nero e possibili abusi edilizi, con il padre Antonio finito nel mirino, stanno creando non pochi grattacapi al vicepremier pentastellato. Anche per il fatto che era stato proprio lui ad ergersi a supremo censore, in alcune vicende riguardanti altri padri illustri. Come nel caso della Banca Etruria, con la messa in croce di Maria Elena Boschi, al tempo sottosegretario alla Presidenza, per via del ruolo del padre.  Poi la vicenda della Consip dove nulla fu risparmiato a Matteo Renzi, allora premier, per le accuse a babbo Tiziano. Con fatti poi subito archiviati. Ora si trova lui nella bufera e gli e' difficile sostenere che nulla centrino i figli con i padri, quando invece sosteneva altro, non concedendo scusanti. Quasi un "non potevano non sapere". tanto caro ai magistrati di Mani Pulite. La trasmissione le Iene insiste sui casi di lavoro nero nell'impresa edile di famiglia, nella quale oltretutto oggi e’ socio al 50% con la sorella Rosalba, proprio lo stesso Giggino. Non un solo operaio in nero, ma anche altri casi. Poi ci sono gli abusi edilizi, ancora da verificare. Gia' Antonio, il papa del vicepremier, era finito nell'occhio del ciclone per il condono di un abuso edilizio. Ora sotto la lente degli investigatori e' finito un capannone. Così e' scattato un blitz dei vigili, che arrivati sul luogo dell'accertamento non hanno trovato nessuno ed il cancello chiuso. Ma poco importa per l'indagine, la pratica e' avviata. Il mistero sulle proprieta' dei Di Maio, forse regolari oppure no, si diraderà in pochi giorni. Per giovedì e stato convocato Antonio DI Maio per chiarire sull'immobile fantasma e su altri tre fabbricati. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Nola. 

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