Le elezioni, scenario invernale

. Politica

Stavolta il governo non cadrà  ma, per come si sono messe le cose, non e' affatto certo che passera' indenne anche attraverso la stagione invernale. Anzi e' assai probabile che presto, all'improvviso, verra' l'ora di elezioni anticipate. Secondo l'ex rettore della Bocconii, Giulio Tabellini, la crisi potrebbe arrivare  anche prima delle europee dal momento che quando ad inizio del 2019 sarà chiaro che l'economia non riparte (o e' in recessione) e che l'equipe del professor Conti non e' in grado di far fronte alla emissione dei titoli, la situazione finanziaria peggiorerà e a quel punto sarà difficile che il governo riesca a sopravvivere. Lo scrive Paolo Mieli in un fondo per il Corriere. Secondo Mieli e' finita la grande spinta populista della "coalizione da contratto" per la non  avvenuta fusione degli elettori della Lega e dei ciinquestelle. Infatti per alcune settimane dopo le elezioni i due elettorati si erano praticamente amalgamati fino a diventare pressoché indistinguibili l'uno dall'altro. Sempre secondo Mieli questo clima ha retto finche' non hanno cominciato ad insinuarsi, come agenti tossici, i risultati dei sondaggi estivi che segnalavano la virtuale crescita del partito  di Salvini a detrimento di quello di Di Maio. Sondaggi che puntualmente venivano confermati in ogni parte d'Italia dai turni di elezioni amministrative. Il mondo pentastellato e' stato messo in fibrillazione da esponenti piccoli e grandi (Beppe Grillo compreso) che, dall'interno, davano segni di non non rassegnazione al nuovo "regime",   pretendevano che si tornasse su un terreno rivoluzionario e che fossero fatti valere  i progetti contenuti nel programma elettorale. Si e' così giunti al punto di non ritorno. E' ormai chiaro,  prosegue nel suo arginamento Mieli, che solo la vittoria alle urne di una coalizione votata dagli elettori potrà offrire una prospettive stabili. 

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