M5s, Di Maio non accetta cedimenti "avanti come testuggine romana"

. Politica

Il MoVimento 5 stelle è "sotto attacco totale", allora bisogna ricompattarsi e fare come "la testuggine romana". Parola di Luigi Di Maio, capo politico di M5s e vicepremier, che denuncia "gli avversari esterni - media, partiti, tecnocrati -", in Italia e in Europa, ma mette in guardia anche da chi, "oggi, nel nostro esercito" sta "dando segni di cedimento". Insomma, occorre reagire e subito alla riedizione del cosiddetto 'combinato disposto', che punta - secondo Di Maio - a "dipingerci agli occhi degli italiani come gente che non rispetta le promesse" e sminuisce, censura o stravolge "il senso di tutti i risultati raggiunti; quando, invece, nel giro di quattro mesi e mezzo abbiamo portato a casa metà del programma elettorale votato da un terzo degli italiani". Un attacco "sconsiderato non solo contro il governo e contro il MoVimento 5 stelle, ma contro tutta l'Italia. Anziché stare dalla parte del popolo che rialza la testa, hanno deciso di stare dalla parte delle élite che hanno distrutto il nostro sistema sociale e che si avviano verso il declino". Il capo politico pentastellato assicura: "Questi attacchi non mi fanno paura e non devono fare paura neppure a voi. Siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra". Contro indecisioni, scricchiolii sul fronte dei gruppi parlamentari e per far fronte alla protesta di base, plasticamente resa dalle bandiere pentastellate bruciate a Melendugno per il via libera alla Tap, Di Maio vuole ricompattare il pacchetto di mischia e su Facebook trova il sostegno di Davide Caseleggio con l'hashtag #NoiSiamoTestuggine. Al "minimo cedimento su qualsiasi fronte - mette in guardia Di Maio - tutto il terreno che abbiamo conquistato tornerà terra di nessuno. E dopo tutti gli sforzi fatti sarebbe un delitto rimanere con un pugno di mosche in mano. I cittadini non ce lo perdonerebbero mai". Quello che stiamo facendo, sottolinea il vicepremier grillino, "rispetta i 20 punti che abbiamo presentato in campagna elettorale, che abbiamo votato su Rousseau e i nostri principi. Non permetterei mai che passasse qualcosa di contrario ai nostri valori. Appena ho visto la 'manina' sul decreto fiscale ho fatto il diavolo a quattro e abbiamo sistemato le cose". "Le decisioni nel MoVimento si prendono sempre a maggioranza e per questo devono essere accettate da tutti i singoli. Non possiamo rischiare che vengano rimesse in discussione, perché qualcuno decide di fare un passo indietro di testa sua. Il mio compito - conclude Di Maio - è quello di realizzare il contratto di governo. Qualsiasi altro comportamento non è da MoVimento 5 stelle e non sarà assecondato".

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