La "guerra" di Tria. Cavallo di Troia per governo M5S-Pd?

. Politica

Il ministro dell'Economa non sta combattendo una guerra personale nella difesa di un bilancio che rispetti le regole e rientri nei parametri europei. Lo ha spiegato sia a Di Maio che a Salvini. Basta un frusciar di foglie come la nota dei grillini contro il titolare di via XX settembre per fare alzare lo spread e scendere la borsa. "Trovi le risorse o lasci", molto in sintesi quanto attribuito ufficiosamente ai cinquestelle. Poi la smentita con precisazione "nessuna richiesta di dimissioni" ha placato le acque. Il M5S si dice consapevole che "il reddito di cittadinanza potrà essere introdotto gradualmente e che forse sarà ineluttabile considerare una platea iniziale ridotta". Ha fatto anche sapere che "il reddito di cittadinanza e' necessario quanto la flax tax". La manovra insomma dovrebbe comprendere anche se in misura molto leggera entrambe le misure, ma anche i primi interventi su pensioni e pace fiscale. Le difficoltà' del governo gialloverde ed in particolare dell'alleanza Di Maio-Salvini sembrano crescere di giorno in giorno. Con Di Maio che deve superare le tensioni interne con misure importanti senza farsi sopravanzare dalla Lega o farsi condizionare dal ministro dell'Economia, che ha detto di volere sia Tav che Tap. Salvini di suo ha a che fare con la magistratura che lo stringe su vari fronti e prima o poi dovrà decidere cosa fare con Berlusconi. Quello che e' chiaro ai due vicepremier e' che siano in molti a volere vederli ruzzolare fragorosamente, evitando che abbiano la possibilità di rialzarsi. Sembra quasi partita una manovra a tenaglia. Prima Mattarella attacca Salvini sui giudici, mentre Di Battista spara a zero sullo stesso Salvini ma ance se indirettamente contro il suo "arcinemico", una volta "gemello" nelle simpatie del loro leader maximo. Intanto si mette in moto l'Europa con Draghi e Moscovici. Mentre l'opposizione interna rialza la testa con un nuovamente bellicoso Renzi. C'e' un progetto? Forse non completamente concordato. Certo e' che molti degli attori scesi in campo vorrebbero vedere la fine del governo Conte. Con quali sviluppi? Cercare, come disse giorni fa lo stesso Di Maio a Savini, di formare un nuovo governo di emergenza per la finanziaria tra gli stessi cinquestelle ed il Pd. Con Di Battista al posto di Di Maio. Con questi scenari e' molto probabile che Tria sia visto come una sorta di cavallo di Troia per aprire uno squarcio nella fortezza che sventola la bandiera con i colori illo e verde. Difficile, al limite dell'impossibile, per il governo resistere alle dimissioni di Tria. Che nel caso avvenissero potrebbero essere non le sole. Perché si sa dai carri si fa più in fretta a scendere che a salire...

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