Ex aequo nella volata all'autoassoluzione tra Salvini e Di Maio...

. Politica

"Come se niente fudesse...", canticchiava Svanitella Svanitè con la voce di Gisella Sofio nel Carosello della cera Liù. Oggi Matteo Salvini e Luigi Di Maio ci ricordano quel ritornello. Il primo, il leghista, si autoassolve per la scomparsa di 49 milioni di euro che la Lega avrebbe ottenuto in maniera fraudolenta tra il 2008 e il 2010; il secondo, il pentastellato, sull'Ilva, come dicono a Roma, la” butta in caciara”. Salvini si concede quella amnistia totale che nega a tanti poveri cristi; Di Maio crea i problemi e poi fa finta di risolverli, per di più autocongratulandosi. Cambiano e ricambiano idea, promettono e non mantengono, con un'unica capacità: creare la narrazione giusta, la sceneggiatura avariata per cui in una confusione suprema nessuno possa veramente capirci qualcosa e possa poi comunque ritrovare quel pezzo di verità che più gli fa comodo. E allora, vissero tutti felici e contenti? No, qualcuno che richiama alla realtà ancora esiste e, in modo chiaro e tondo, Matteo Renzi ricorda a tutti: "Una sentenza dice che la Lega ha rubato soldi. E che deve restituire 49 milioni. Salvini replica che non lo farà perché i sondaggi premiano la Lega e dunque gli italiani sono con lui. È impressionante: per il ministro dell’Interno contano i sondaggi e non le sentenze. Non solo: Salvini si permette di minacciare velatamente i giudici di Genova. Si occupino del ponte, dice, non della Lega. Tacciono i costituzionalisti che parlavano di deriva autoritaria, tacciono i cantori dell’onestà grillina, tacciono gli editorialisti che si scandalizzavano quando al governo c’eravamo noi. Tutti zitti, chissà perché. Sono 49 milioni di euro rubati agli italiani dalla Lega ladrona. E vanno recuperati. Chi tace è complice". D’altro canto su Taranto l’ex ministro Carlo Calenda chiarisce: "L'Ilva non chiude, la gara resta valida e l’investitore è quello che abbiamo trovato noi. Una vittoria netta per i governi del Pd e per l’Italia". Una situazione paradossale quella che vive l’Italia in gialloverde, che Maria Elena Boschi descrive così: "Mettetevi nei miei panni: sono stata massacrata mediaticamente due anni per aver incontrato l’amministratore delegato di una banca. Solo per un incontro. Ora provate a immaginare cosa potrebbe accadere a me se rubassi 49milioni e mi rifiutassi di restituirli, nonostante una sentenza. Immaginato? Bene. Salvini annuncia che non restituirà e tutti fanno finta di nulla. Ma i finti onesti a cinque stelle che fine hanno fatto? Tutti in ferie? Che squallore questa doppia morale".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi