"Non mollo. Temete l'ira dei giusti"

. Politica

Salvini non molla. Dopo il sequestro alla Lega di 49 milioni, confermato dal tribunale del riesame di Genova, il vicepremier e' duro nei confronti dei giudici: "Temete l'ira dei giusti. Lavoro per la sicurezza degli italiani e mi indagano per sequestro di persona (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l'Italia e l'Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa. Se qualcuno pensa di fermarmi o spaventarmi ha capito male. Io non mollo e lavoro con ancora più voglia. Sorridente ed incazzato". In precedenza Salvini aveva detto "Gli italiani sono con noi". Il sequestro, e' secondo l'accusa, in relazione ad una truffa ai danni dello Stato, per rimborsi elettorali che sarebbero non dovuti dal 2008 al 2010, in piena era Bossi. In primo grado sono stati condannati il padre della Lega, l'ex tesoriere Francesco Belsito e tre revisori dei conti. Al momeno i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni ed ora nelle casse del partito ci sono poco più di 5 milioni., Se la Lega non cambierà nome anche tutti i proventi futuri fino ad arrivare alla cifra di 49 milioni saranno sequestrati. Nei giorni scorsi il leghista e sottosegretario alla presidenza, Giorgetti,  aveva detto: "Se ci condannano la Lega chiude". Si era parlato di un nuovo partito con un nuovo nome, magari un partito unico del centrodestra. ma sia Berlusconi che la Meloni, pur mostrandosi solidali con Salvini per il sequestro "Non si può far sparire un partito", hanno risposto no alla confluenza in un unico movimento. Il leader della Lega aveva invece ribadito di non volere ammainare il simbolo della Lega, che intende invece rilanciare a livello nazionale, superando i limiti di una forza solo nordista e padana. Il premier Conte assicura che"Non ci saranno ripercussioni sul governo". Cosa farà ora Salvini?  

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