La "Grande somma", la piccola Yalta italiana

. Politica

"Per spiegare gli stratosferici livelli di consenso che avrebbe raggiunto la Lega, così alti da far dire 'non ci credo' perfino a Salvini, il sondaggista Nicola Piepoli ne ha attribuito la ragione a 'due eventi negativi', Genova e la Diciotti (Il direttore del Giornale Sallusti è convinto che il maggiore regalo a Salvini lo abbiano fatto i magistrati con le loro accuse, ndr). Svelando così una situazione paradossale."Di solito infatti - è la fotografia che Antonio Polito fa sul Corriere - i partiti di governo si avvantaggiano di ciò che in inglese si chiama effetto 'feel good', meglio vanno le cose, più soddisfatti sono gli elettori. Ma nell'Italia reduce dalla rivoluzione elettorale del 4 marzo stiamo vivendo una diversa stagione, gli eventi negativi ci rendono governativi, perché appaiono la conferma delle colpe di chi c'era prima e rafforzano la convinzione che abbiamo fatto bene a mandarli via". Insomma, le "cattive notizie" non portano bene all'opposizione che male farebbe a "sperare nell'aiuto del 'generale' spread". Secondo il giornalista e analista, quella che e' stata definita "la prima Grande coalizione dei populisti", sarebbe invece una "grande somma", basata su un contratto e sulle rispettive promesse di due partiti, che si rivolgono a diversi tipi di elettorato. Per ora tutto è filato quasi liscio, per quella sorta di "spartizione delle aree di influenza" tra Di Maio e Salvini. "E' una sorta di nuova Yalta, un modello in scala minore dell'intesa che portò Roosevelt e Stalin, alleati in guerra ma concorrenti nel dopoguerra (poi ci fu la guerra fredda) a dividersi il mondo senza pestarsi i piedi". La domanda che segue inevitabilmente è: "Quanto resisterà la piccola Yalta italiana di cui l'avvocato Conte fa il notaio?. Quali saranno ora le scelte, saranno in grado di gettare solide basi per un vero governo? Hanno il vantaggio di potere agire indisturbati. A questo giro - conclude Polito - non sarà certo un'opposizione evanescente e malmessa a poterli preoccupare".  

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