La Lega vola, oltre il 32%. M5S al 28,3%. Flop delle opposizioni

. Politica

Se si vuole vedere la competizione interna al governo giallo-verde, la "battaglia" estiva dei sondaggi l'ha vinta Matteo Salvini. Aiutato più che dalla nave Diciotti dall'accanimento della magistratura nei suoi confronti. C'era molta attesa per il primo sondaggio post-vacanze, quello che indica il punto di partenza da cui ricominciare la stagione politica, fitta di appuntamenti cruciali, a cominciare dalla manovra economica e poi le regionali e le amministrative, per arrivare all'evento clou delle europee. Ebbene la partita dell'estate l'ha stravinta Matteo Salvini, al quale viene attribuito il 32,2% delle preferenze. Staccato di 4 punti il suo attuale alleato, Di Maio, che con il M5S si attesta al 28,3%. In calo rispetto all'ultima rilevazione di fine luglio, dove a essere in testa era sempre a Lega, ma appena di un soffio. Se invece si guarda all'esperienza governativa, questi dati non fanno che consolidare l'attuale coalizione che vanta ben il 60% dei consensi. Il vero flop è quello delle opposizioni, sia di destra che di sinistra, che non guadagnano e nel caso Forza Italia registrano una specie di crollo. Anche perché Berlusconi sembra scomparso dalla scena con il solo Tajani a cercare di tenere botta. FI sembra essere entrata in un tunnel buio senza sbocchi, continua a calare di sondaggio in sondaggio. Ora e' al 6,9%. L'estate del Pd è stata difficile, le Feste dell'Unità poco popolate, il tormentone del congresso e delle primarie, il poco appeal dei suoi leader o presunti tali. E poi l'opposizione ondeggiante - forse a alla ricerca dell'aggancio con i pentastellati alla Fico - e la scarsa presenza di Renzi. Il risultato, solo un passettino in avanti, ma di decimali, dal 17,4% al 17,7%. Non siamo ai funerali, ma certo non è questo il ritmo, se confermato, che può fare presagire a ritorni di gloria. Chi nel suo piccolo regge è la Meloni con Fratelli d'Italia, in ripresa, anche se pure in questo caso si si tratta di decimali. Ora sono al 4%. Chi invece ha l'acqua alla gola e' la creatura bersan-dalemiana, che perde ulteriore terreno ed è al 2,3%. Di questo passo è assai difficile che rientri in Parlamento. Più facile forse riapprodare là da dove erano partiti, nel Pd. Sempre che il nuovo segretario li voglia riaccogliere.

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