Il "burattino" stressato per l'avviso dei mercati e le previsioni negative

. Politica

Il "burattino" e' stressato, quasi sull'orlo di una crisi  di nervi. Con i"burattinai " che a turno gli alzano un braccio e poi gli lo riabbassino. E ci sono i mercati che lanciano segnali precisi, inequivocabili. Su lo spread. Anche le previsioni sono negativi. L'agenzia Fitch conferma il rating dell'Italia ma l'orizzonte passa da stabile a problematico. L'economia rallenta, la differenza con i bund va a quota 290. I vicepremier vorrebbero sforare il tetto del 3%. Ma e' rischioso e lo sa bene il ministro dell'Economia Tria, che si trova a Pechino, a cercare improbabili aiuti. I cinesi sono molto cinici ed ogni loro mossa e' studiata a loro vantaggio e soprattutto a indebolire gli altri importanti mercati. Mettere lo zampino nella zona euro, magari indebolendo l'Europa sarebbe il loro sogno nel cassetto. La Borsa di Milano ha chiuso la settimana cedendo l'1,10%. Quello che preoccupa le agenzia di rating e' soprattutto "l'incertezza politica". Non si può dare loro torto. Con i cinquestelle alle prese con problemi interni, con l'al movimentista che incalza Di Maio, nella speranza di arichiviarlo presto, insieme all'esperienza con i leghisti dei quali non condividono nulla. Problemi anche per Salvini alle prese coni guai giudiziari per la Diciotto ed ancora di più con la sentenza del 5 settembre, che potrebbe mettere fine all'esperienza della Lega. Con nuovi scenari tutti da esplorare. Perché' fare un'Opa su Berlusconi non e' affatto ne' semplice, ne' scontato. Quanti se ne e' mangiati quando hanno provato a cannabalizzarlo? Conte e' ad una svolta, o sbatte i pugni sul tavolo e rischia lo strappo con i suoi vive oppure abbozza. Non tollera più l'attivismo del leghista in politica estera e cerca di rafforzare l'asse con il Colle per ridimensionarlo. Cosa niente affatto facile, perché Salvini e' ferito, e quindi molto aggressivo. Si sta giocando il suo futuro politico. Intanto Conte pensa anche a cose da vecchia politica, che quando serve fa sempre comodo. Una cabina di regia, una sorta di camera di compensazione per gestire le tensioni tra i due partiti di maggioranza e definire i compiti. Sono pero' in molti a chiedersi, se le difficoltà dovessero aumentare con la manovra così come appare probabile,  chi sarà il primo tra Salvini e Di Maio a staccare la spina. Prima delle europee e' facile che salti il banco. 

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