Nella sfida tra trapezisti Di Maio supera Salvini. Tempi duri per gli equlibristi

. Politica

Sta cambiando aria in quello che sembra un circo, dove i vari personaggi si esibiscono nelle loro migliori specialità per strappare gli applausi del folto pubblico. Il governo e' alle prese con mille problemi, appena rimandati dalla pausa estiva. Si discute su tutto, e non solo con le opposizioni, ma anche all'interno dello staso esecutivo. Bonus di 80 euro tolgo per finanziare la flax tax? Non e'vero smentiscono all'unisono Di Maio e Salvini. Si litiga anche su zingari e migranti. Con La lega in fase difensiva che si vede costretta a firmare la proposta di legge dei grillini sul taglio alle pensioni lorde di oltre ottantamila euro lordi. I voli da un trapezio all'altro, senza rete, dei due vicepremier sono guardati con apprensione da quelli che fanno gli equilibristi, tenendo anche aperto un filo diretto con il Quirinale e con la Ue. L'asse del premier con il ministro del Tesori Tria funziona, se non altro come deterrente immediato e come invito alla ragionevolezza. Non si può spendere quello di cui non si dispone. Che poi e' una regola abbastanza semplici. Il leghista Giorgetti invita tutti alla calma. "Ad agosto compiti a casa sui conti, poi a settembre metteremo a punto le misure". Sarà la manovra e sarà il vero banco di prova per il governo, per vedere se e quanto durerà. I gufi di antica memoria renziana sono sempre in agguato, anche se ora hanno cambiato colore. Nel frattempo i colonnelli grillini si fregano le mani, conviti di aver in pugno la Lega e quindi la situazione. Insomma sono convinti di avere visto giusto  nello scegliere l'economia come volano per il consenso,  con la sicurezza scelta da Salvini. All'inizio erano stati presi in contropiede con Sal che si pigliava la scena con i migranti. Poi pian piano si e' sono spente le luce sulle esibizioni del titolare del Viminale e i riflettori sono ora tutti puntati sui volteggi di Di Maio, che la sta facendo da padrone sulle misure economiche. E in fondo il portafoglio e' forse veramente quello che interessa di più agli italiani. C'e' il rischio per Salvini di dovere passare a rincorrere il collega ed avversario, Di Maio, su un terreno che non lo avvantaggia per via del contratto firmato, dove si delimitavano chiaramente due diverse sfere di influenza. Anche nel corso del dibattito sul decreto dignità e' stato Di Maio a dare le carte con i deputati leghisti costretti ad inseguire con non poco affanno le giravolte grilline. Poi ovviante tutto dipenderà da come andrà a finire. Se cioè' gli italiani vedranno dei risultati concreti oppure boceranno quelle che per ora rimanggno ancora solo promesse. 

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