Grillo esulta per l'addio dei 'ciclosfruttatori' di Foodora

. Politica

L'impoverimento del paese e la fuga di aziende e investitori dal Belpaese non preoccupano affatto il nume tutelare del Movimento5stelle, Beppe Grillo. Il comico genovese, anzi, dal suo blog incalza Foodora - l'azienda tedesca di consegne pasti a domicilio, che ha deciso di lasciare l'Italia - con uno dei suoi implacabili "Io grido", che si muove su una lunghezza d'onda analoga a quella delle balzane teorie del filosofo marxian-nazionalista, Diego Fusaro. Il capo pentastellato va giù con l'accetta: "Foodora ha deciso di lasciare l’Italia, venderà il marchio a qualcun altro. Una foresta di gufi si è assiepata per invocare il Dio del 'turbocapitalismo' contro le 'dissennate politiche del ministro Di Maio'. L’equazione dei gufi è semplice, sempre la stessa: permettere lo sfruttamento in Italia significa maggiore occupazione e incremento della produzione. Sfruttare le persone sarebbe la strada maestra per far andare meglio le cose, ma per chi?". La risposta il Beppe nazionale ce l'ha in tasca bella e pronta e profuma molto di quella subcultura piccolo borghese che tanti guasti produsse in Italia e in Europa negli anni Trenta del "Secolo breve": "Io - afferma - sono orgoglioso dell’operato di Di Maio. Aver creato acque difficili a questi pizzicagnoli del lavoro meriterebbe un giorno di festa nazionale" e ripropone la sua visione di un paese votato alla decrescita: "Agli italiani – dice baldanzoso - non resta che scegliere fra due visioni chiaramente distinte e inconciliabili del futuro di questo paese: chi lo voleva svendere e chi sta cercando di restituirgli una dignità. Spero che siano tanti i piranha che seguiranno i su menzionati 'ciclosfruttatori'. E basta sì, di loro"; per concludere con un garrulo "In alto i cuori!", che per gli italiani andrebbe tradotto con: "che Dio ce la mandi buona"…

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