Pd: per Travaglio Calenda molla. Lui: "Costruirlo nuovo e più forte"

. Politica

Carlo Calenda molla il Partito democratico, parola di Marco Travaglio. Il direttore del Fatto quotidiano in un tweet, in cui lancia la sua nota quotidiana "Ma mi faccia il piacere", scrive un po'enigmatico e citando il quotidiano avversario, Repubblica: "Minaccia o lusinga? 'Calenda molla: del Pd non mi occupo più'" e aggiunge: "Infatti, ha già ripreso i colori"... L'ex ministro dello Sviluppo economico - in questi giorni al centro di continui scambi di colpi di sciabola con il suo successore, Luigi Di Maio, sulla vicenda della acciaieria di Taranto - replica: "O Marco, stai sviluppando un affetto morboso! Così mi imbarazzo! Pace e Amore" e poi, alla richiesta di spiegazioni da parte di un follower, chiarisce: "Non ho mollato il Pd, che però ha preso a mio avviso una strada senza uscita. Per ora non ci sono spazi di interlocuzione e, dunque, non perdo più tempo a fare proposte. Ma la tessera è integra e così la volontà di fare opposizione e costruire qualcosa di nuovo e più forte". Un qualcosa per fare opposizione che, secondo Calenda, è sempre quel "Fronte Repubblicano", proposto già all'indomani della formazione del governo gialloverde e che l'ex ministro rilancia facendo appello, come numi tutelari, alle figure di Enrico Berlinguer e Winston Churchill. A un interlocutore social che ironizza: "Fronte Repubblicano? Ma perché? C'è il pericolo che tornino i Savoia?", Calenda risponde con un garbato, ma fermo: "Peggio c'è il pericolo che gli stolti distruggano la democrazia liberale e le istituzioni repubblicane. Senza neanche accorgersene...".

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