Grillo propone la "sortition", cominciamo con l'estrazione a sorte dei senatori

. Politica

Beppe Grillo si pone due questi, sicuramente più semplici dei classici: "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?", e sul suo blog offre una originale risposta. La prima delle domande - posto che la democrazia è oggi il sistema di convivenza tra le persone più diffuso al mondo - è "se vivere in democrazia sia una buona cosa, la seconda è se le nostre democrazie stanno funzionando bene. Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioè che va tutto bene, allora - afferma il garante M5S - c'è un enorme paradosso, una palese contraddizione. Perché non sta funzionando molto bene. Per risolvere questo paradosso possiamo rinunciare alla democrazia. Eleggiamo un re-dittatore che ignori le norme democratiche, calpesti le libertà e faccia semplicemente le cose come stanno. Ma i primi 4000 anni della nostra storia sono stati così e non mi sembra abbiano fatto granché. L'altra opzione è quella di dire chiaramente che questo sistema è rotto, non funziona, ma non avendone un altro migliore non ci resta che capire cosa non funziona". Secondo Grillo la cura esiste, "il suo nome tecnico è 'sortition', ma il suo nome comune è 'selezione casuale'. L'intuizione è di un certo Brett Hennig. L'idea è molto semplice: selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in Parlamento. Sarebbe un microcosmo della società e significherebbe la fine dei politici e della politica come l'abbiamo sempre pensata". Per l'attore genovese "non è così pazza come idea. La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell'antica Atene", d'altronde "se date alle persone la responsabilità, agiscono in modo responsabile. Non fraintendetemi, non dico che è perfetto" e allora c'è un'altra domanda da porsi: "funziona meglio? Per quanto mi riguarda, è Sì". Grillo cita qualche esempio in atto: la "Democracy In Practice" in Bolivia o il lavoro della New Democracy Foundation in Australia, o ancora quello che "stanno facendo il Jefferson Center negli Stati Uniti, il governo irlandese o la Fondazione Sortition nel Regno Unito". In Italia "forse il primo passo" potrebbe essere "una seconda Camera nel nostro Parlamento, piena di persone scelte a caso, un Senato dei cittadini, se volete. C'è una campagna per un Senato popolare in Francia e un'altra in Scozia. Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo", per "poi sostituire le elezioni con il sorteggio".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi