Di Maio come Sanders, parta la stagione dei diritti per la 'gig economy'

. Politica

Dall'altra parte dell'Atlantico il guru dell'eco-sinistra statunitense, il senatore ed ex candidato alle primarie del Partito democratico, Bernie Sanders, carica a testa bassa il lavoro sotto pagato e senza diritti evidenziato dalle "inumane" condizioni in cui lavorano i dipendenti del ‘divertimentificio’ Disney in California. "I figuranti che camminano tutto il giorno a Disneyland nei costumi di Topolino e Paperino - denuncia il senatore del Vermont, che starebbe considerando una nuova campagna per la presidenza nel 2020 -, i lavoratori che preparano e vendono il cibo, gli uomini e le donne alle biglietterie o quelli che gestiscono le attrazioni hanno salari così bassi che consentono loro a malapena di sopravvivere. E questo quando la Disney è una società da 150 miliardi di dollari, che ha realizzato l'anno scorso profitti per 9 miliardi di dollari". Sanders ricorda che i tre quarti dei dipendenti "dicono di non guadagnare abbastanza per coprire ogni mese le spese base. Più di un dipendente su 10 è stato un senzatetto negli ultimi due anni. La paga oraria per oltre l'80% dei lavoratori di Disneyland è inferiore ai 12 dollari l'ora". Una paga media molto simile a quei 12,80 euro l’ora che percepiscono i rider, i fattorini in bici che consegnano il cibo a domicilio, protagonisti del primo incontro pubblico del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Sono una parte consistente del pianeta "gig economy" - l'economia dei 'lavoretti' - che in Italia occupa tra 700mila e un milione di addetti, soprattutto giovani. "Il simbolo - ha detto il neoministro e capo politico del M5S - di una generazione abbandonata, per la quale deve aprirsi la stagione dei diritti". E sulla falsariga di reddito e pensione di cittadinanza non esclude l’ipotesi per lavori precari di un "salario minimo garantito".

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