Alla fine ne rimarrà solo uno. Il "servant" giacobino anti-Cav parla e Matteo se ne va...

. Politica

Replica del neo premier Giuseppe Conte alla Camera. Matteo Salvini, seduto alla sua sinistra come ministro degli Interni, si alza e se va. Scusa: un comizio a Brindisi. Ma tanta insofferenza. Come, non e' più importante il discorso di insediamento del premier per il tanto voluto governo con i grillini? Forse il problema e' ben altro con il leghista che rumina di politica fin da piccolo, ed ora si e' pure riavvicinato ad un cavallo di razza come Bossi, che qualche consiglio gli darà. Alla fine per le leggi della politica tra Di Maio e Salvini ne rimarrà uno solo, altro che alleati. Perché a mollare sarà uno dei due elettorati, quello che per primo si sentirà tradito. Troppo lontani, troppo inconciliabili. Va bene il pragmatismo, ma la rinuncia alle idee, forse e' un po' troppo. Del resto quel che fa testo e' il discorso programmatico di Conte, nobile "servant" non di due padroni, ma di uno solo. Chi lo ha visto come trapezista doroteo, paragonandolo al "Coniglio mannaro", a Forlani, forse non lo ha voluto ascoltare a fondo. Quello di Conte e' stato un intervento rivoluzionario, da giocobino al quale e' mancato solo evocare la ghigliottina. Un vero grillino, anche se senza alcuna empatia, e con un tono tra l'avvocatizio ed il professorale,  Con la le citazioni di Dostojevskij (per legittimare il populismo come servizio per la gente), Jonas (la politica responsabile) ed il Kotler (la neccessita' di ripensare il capitalismo), Conte ha ripreso il primo Lenin che vedeva il marxismo com una prosecuzione del giacobinismo, con quell'idea di una giustizia come dono salvifico per il mondo oppresso dei lavoratori. Cioè una sorta di risarcimento all'invidia sociale con pene da espiare pubblicamente ed in modo esemplare per gli sfruttatori. Naturalmente quelli indicati come tali. Dominante e' l'idea della delazione, premiata, come pietra migliore di una nuova giustizia. Non la riforma della magistratura. Quell'immobilismo che poi vuole una certa parte della stessa magistratura da tempo. La giustizia vendicativa appare anche come una sorta di compensazione per quello che non sarà fatto economicamente. Galera anziche' pane si potrebbe dire. Durissimo poi il passaggio sul conflitto d'interessi, nel quale manca solo il nome e cognome, Silvio Berlusconi. "E' un tarlo che mina il nostro sistema economico e sociale fin delle sue radici, e impedisce che il suo sviluppo avvenga nel rispetto della legalità, secondo le regole della libera competizione. Soggetti che sono investiti istituzionalmente dall'obiettivo di perseguire  interessi collettivi e che dovrebbero improntare le loro iniziative a una logica imparziale, in realtà vengono sovente sorpresi a perseguire il loro tornaconto personale".  Conte annuncia misure appropriate. Ora come fa Salvini che vuole mantenere vivo il centrodestra ad accettare una simile impostazione? Come si potranno conciliare due politiche opposte? Conte ha anche detto che destra e sinistra non esistono più. Ma forse non e' che ci sono proprio due populismi, uno di destra e uno di sinistra? Se così e' se ne accorgerà presto. La risposta alle prossime urne, probabilmente non tanto lontane. Una previsione, la prossima primavera, come sarebbe stato con un governo del presidente, che forse avrebbe fatto qualcosa di più. Perché ora partiranno i veti incrociati.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna