Il primo giorno di Salvini, dalla tragedia del barcone all'attacco di Soros

. Politica

Un barcone che affonda al largo della Tunisia provocando la morte per annegamento di una cinquantina di migranti, il profugo ucciso a fucilate a Vibo Valentia in Calabria mentre rubava dei pezzi di lamiera per farsi una baracca, la visita all'hotspot di Pozzallo, in Sicilia, dove si tocca con mano il drammatico problema dell'accoglienza di chi è riparato da noi dopo essere fuggito da guerre e fame. E infine l'attacco da parte di George Soros, il ricchissimo finanziere di origine ungherese e naturalizzato americano, filantropo e finanziatore di Ong ma anche grande speculatore che al festival dell'Economia di Trento ha sollevato il dubbio che la Lega sia stata finanziata da Putin, beccandosi subito come risposta un secco "Vergogna!". Il primo giorno di lavoro come vice-premier e neo-ministro dell'Interno di Matteo Salvini è stato scandito dalle mille facce del problema immigrazione, col quale si è confrontato da titolare del Viminale per la prima volta, quello al quale ha promesso di metter mano per risolverlo. Problema che Salvini ha cominciato a prendere di petto annunciando innanzi tutto che sui migranti non terrà una linea dura "ma di buon senso" e che comunque bisogna dire "basta alla Sicilia campo profughi d'Europa". "Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere" ha aggiunto a Pozzallo anticipando che  "il governo italiano dirà no la settimana prossima alla riforma del regolamento di Dublino e a nuove politiche di asilo, perchè occorre ricontrattare in Ue il dossier migranti". E a chi gli ricordava la solidarietà di Germania (la Merkel ha riconosciuto che l'Italia è stata lasciata sola nell'accoglienza ai migranti) e Francia ha risposto: "Aspettiamo che passino dalle parole ai fatti". Sui migranti tunisini ha commentato: "la Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti. Parlerò con il mio omologo tunisino". Insomma problemi su problemi insieme alla consapevolezza che forse le espulsioni di massa non sono poi così semplici da attuare e che tra il dire e il fare c'è di mezzo il Canale di Sicilia, un'autostrada per la fuga dei disperati dall'Africa poco sorvegliata e controllata, percorsa da scafisti senza scrupoli e - secondo Salvini - anche dai "vice-scafisti delle Ong". E proprio da un sostenitore e finanziatore di Ong, George Soros, è venuto in serata l'attacco politico. Parlando a Trento sul futuro della Ue Soros si è detto “molto preoccupato per l’influenza della Russia sull’Europa in generale e sul nuovo governo italiano che nelle sue due componenti, Lega e M5s, ha chiesto l'abolizione delle sanzioni a Mosca". Putin, ha detto Soros, "cerca di dominare l’Europa: non vuole distruggerla ma sfruttarla perché ha la capacità produttiva, mentre l’economia russa sotto Putin può solo sfruttare le materie prime e le persone". Poi l'attacco diretto: “Non so se Salvini è stato finanziato da Mosca, ma l’opinione pubblica italiana avrebbe il diritto di sapere”. A stretto giro è arrivata la secca replica del vicepremier e ministro dell'Interno: "Non abbiamo mai ricevuto una lira, un euro o un rublo dalla Russia, ritengo Putin uno degli uomini di Stato migliori e mi vergogno del fatto che in Italia venga invitato a parlare uno speculatore senza scrupoli come il signor Soros". E questo era solo il primo giorno...

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