La 'bozza' M5s-Lega portata al Quirinale rimane in un cassetto, Mattarella guarda solo "testi definiti". Spread a 150

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E' arrivata anche al Quirinale la bozza del contratto di governo tra Cinquestelle e Lega, non si sa se proprio quella datata 14 maggio e pubblicata dall'Huffington Post che - malgrado le successive precisazioni grilline e leghiste che l'hanno etichettata come un "testo vecchio, ampiamente corretto" - ha allarmato l'Europa e i mercati (oggi lo spread ha toccato i 150 punti e piazza Affari con -2,39% è stata la peggiore del vecchio continente). L'hanno portata a Mattarella lunedì scorso nel quarto giro di consultazioni, con gli ultimi ritocchi, i due leader, Salvini e Di Maio, forse per sondare le valutazioni del capo dello stato sul work in progress dell'accordo di governo che i due movimenti usciti vincitori il 4 marzo stanno faticosamente cercando. Ma proprio dal Colle hanno fatto sapere che il presidente non l'ha esaminata, spiegando che il capo dello stato "non guarda bozze ma testi definiti, frutto delle responsabilità dei partiti che concludono accordi di governo". Stasera intanto nuovo vertice di Salvini con Di Maio che non ha escluso sempre per stasera la conclusione del tavolo tecnico sul programma. Il faccia a faccia per dirimere i punti ancora controversi e per discutere sul nome del premier visto che i due leader hanno annunciato di volersi presentarsi davanti a Mattarella per l'appuntamento definitivo proponendo un "nome secco", un nome politico. C'è ancora nebbia e le opzioni sono variegate, debole ma resta in piedi l'ipotesi della staffetta. Nelle ultime ore ha acquistato vigore quella di Salvini e Di Maio fuori dall'esecutivo - se cosa utile per far decollare il governo - che contrasta però con il manifesto desiderio di Salvini di occuparsi in prima persona del problema immigrazione (quindi alla guida del Viminale). Parlando anche a nome del leader della Lega, Di Maio ha spiegato così l'attuale momento: "Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori". Quanto alla reazione odierna dei mercati, i commenti di due leader si somigliano: "Lo spread sale? Sono i giochini della finanza, vuol dire che stiamo facendo bene" ha detto Salvini, in diretta su Facebook. "Guarda caso, appena abbiamo fatto l'ipotesi del governo M5s-Lega cominciano le fibrillazioni. Vedo una certa paura da parte degli eurocrati. Ma non mi spaventano" ha detto Di Maio che sul rialzo dello spread ha assicurato di non essere preoccupato.

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E sullo spread ha preso parola anche l'esperto di finanza, Alessandro Di Battista. "A quanto pare i "fantomatici" mercati sono tornati a farsi sentire. Eppure non aprivano bocca quando si massacravano i lavoratori, si tagliavano le pensioni, si regalavano denari pubblici alle banche private o si smantellava, lentamente ma inesorabilmente, lo stato sociale nei paesi di mezza Europa", ha scritto su Facebook.

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