Il "Grande pasticcio", il noir italiano con finale thriller

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Nemmeno il più abile scrittore di romanzi di fantascienza avrebbe potuto scrivere all'epoca della famosa prima Repubblica dei Craxi, Fanfani, Andreotti e Berlinguer, una sceneggiatura su quello che sta accadendo. Quando l'Italia era saldamente legata all'Europa ed in politica estera l'unica discussione era sul M.O., su Israele ed Arafat. E' vero il debito pubblico saliva per la via della polita consociativa tra Dc e comunisti, ma almeno le istituzione erano ben salde. Con il vecchio Pci e la pur variegata Dc, che alla Costituzione avevano dato vita, a sentinella della sacralità di Parlamento e dintorni. Montecitorio all'epoca delle presidenza comuniste era visto come un luogo quasi sacro, che doveva essere rispettato da tutti, deputati, dipendenti della Camera, funzionari o commessi,  ed anche giornalisti parlamentari, come tale. Ora sta andando in scena una commedia noir, ricca di colpi di teatro, spesso tinti di giallo ed un finale che si aspetta thriller. Con un confine sottilissimo sui limiti posti dalla Costituzione sfioratori più volte, almeno da quanto si dice e si scrive. Non c'e' un titolo, ma "Il Grande  pasticcio", in attesa di conoscerà l'epilogo, può rendere l'idea. Allora c'e' una bozza anti-Ue, piombata come una bomba sulla trattava M5s-Lega, pubblicata dall'Huffington Post. Si tratta del "Contratto per il governo di cambiamento" al quale stanno lavorando Salvini e Di Maio.  Trentanove pagine in cui si prevede un "Comitato parallelo al Consiglio dei ministri", una sorta di stanza di compensazione, di arbitraggio su eventuali contrasti  o su urgenza sopraggiunte. Allora il governo che ci sta a fare, se esiste un luogo, una cabina di regia, con poteri superiori? Quantomeno un organismo borderline da un punto di vista costituzionale. Poi e' previsto anche un meccanismo di uscita dall'euro e la richiesta a Draghi di rinegoziare il debito pubblico, cancellando 250 miliardi dal passivo dello Stato.  Panico sui mercati e nelle cancelliere europee, con caduta della borsa ed impennata dello spread, timori al Quirinale e dalle parti del Nazareno e di Arcore. Intanto prosegue la trattativa una sorta di corsa sulle montagne russe, tra sorrisi e musi lunghi. Prevista entro oggi la chiusura del contratto al tavolo tecnico. Dopo che si era riaffacciata l'ipotesi di una staffetta a palazzo Chigi tra il leader del M5s e quello del Carroccio, nuovo ribaltone. Di Maio "Io e Salvini pronti a stare fuori", mentre il capo leghista rivendica il Viminale alla Lega "per rimpatri ed espulsioni" Così si riaffaccia l'ipotesi del premier "esecutore" del Contratto e degli ordini del duo giallo-verde, una vera ciliegina sulla torta. E di nuovo, la Costituzione? La Carta infatti descrive una ben diversa figura del presidente del Consiglio con l'art.95: "il presidente del Consiglio dirige la la politica generale del governo ne e' responsabile. mantiene l'unita di indirizzo  politica ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri". Il Quirinale tace ma ha già pronto un piano B, un governo del Presidente per rispettare gli impegni europei, rivedere la legge elettorale ed approvare la manovra economica per poi andare a votare in primavera. Che aria tira al Colle? "Il Quirinale non evoca quell'esecutivo di tregua, al quale sta pur continuando a lavorare, per evitare accordi frettolosi", che siano di alibi. Fanno sapere le alte stanze. "Se dovremo tenere a battesimo questo governo, meglio che il parto sia naturale. Dunque e' preferibile che la sua nascita non sia ne' anticipata, ne' articiale"- Certo al Colle non metteranno un fiocco azzurro...

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