Sfumature delle 139 regole del Tricolore, il Presidente può bloccare i ddl del governo, ma...

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Il quarto comma dell'articolo 87 della Costituzione prevede che il Capo dello Stato debba "autorizzare" la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa governativa. Vuole dire che il Presidente puo' se vuole bloccare una legge del governo prima ancora del suo nascere. Il che potrebbe aprire una crisi istituzionale, vista ovviamente in modo diverso dai costituzionalisti. Perché la Costituzione, pur nelle sue infinite sfumature, rappresenta un corpo organico oggettivo, tirato in qua ed in la' dai vari costituzionalisti, tutti ovviamente portatori di tesi soggettive. Come tali in contrasto tra loro. Del resto un uomo di sinistra vedrà sempre le cose in maniera diversa da uno di destra. E' inevitabile. La crisi si sta incartando ma se governo cinque stelle-Lega dovesse essere si apriranno molte problematiche, essendo due movimenti anti sistema. Mattarella che sa di non avere più a che fare con il suo Pd od anche con un centrodestra, che pur non ama, ma che si sente inserito nell'attuale quadro istituzionale, ha avvertito, io "non più notaio".  Insomma annuncia di volere diventare "Re Sergio I", non un Giorgio "II", perché tra i due e' diversa l'interpretazione del ruolo politico. Ma il potere di bloccare, eventualità estrema, una legge del governo, aprirebbe molto probabilmente una vera crisi istituzionale. Cosa di cui l'Italia non ha certo bisogno. Cosa in linea puramente teorica potrebbe succedere? Mattarella blocca una legge di un governo Di Maio-Salvini. Gli stessi Di Maio e Salvini incaricano i rispettivi capigruppo di presentare anolaga legge in Parlamento e nel contempo coinvolgono la loro base (via internet per i grillini, con  gazebo la Lega) per ottenere i 50 mila voti necessari per una proposta di legge di iniziativa popolare. Il Capo dello Stato non ha poteri di bloccare Parlamento o volontà popolare, si troverebbe di fronte (prosegue una spiegazione del tutto teorica) la stessa legge che aveva rifiutato di firmare uscita dalla porta e rientrata dalla finestra. A quel punto e' il momento della promulgazione. Il Presidente può non apporre la sua firma. Opposizione relativa od assoluta. Nel primo caso rinvia la legge alle Camere con una motivazione, ma se le Camere approvano lo stesso la legge, il provvedimento entra in vigore. Poi, caso estremo, di un'opposizione assoluta, perché ad avviso del Presidente, la legge in realtà non e' una legge ma nasconde altri fini, oppure perché e' contraria ai principi costituzionali. Qui il Presidente e' il primo a sindacare la legge, anche se poi la parola passa alla Corte Costituzionale. Da immaginarsi che cosa potrebbe succedere se in tutti questi passaggi ci fosse il governo M5s-Lega a vedersi impedito di legiferare. Da supporre che chiederebbero la messa in  stato di accusa dello stesso Presidente per attentato alla Costituzione. Scenario solo di fantacostituzione, solo per dire quante sfumature ha la nostra Costituzione, che da' un ben retribuito lavoro ai tanti costituzionalisti.

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