Come e' dura l'avventura per "l'aggiustatura" senza sorrisi

. Politica

Come e' dura l'avventura per l'aggiustatura tra Di e Maio e Salvini. Ora anche i sorrisi sono spariti. Solo facce tese e timori di accerchiamento. L'Europa batte un colpo e ricorda all'Italia i suoi doveri, naturalmente se intende restare nell'Unione. Mattarella e' silente ma attivo e forse non vede l'ora di dare vita al suo governo con la prima premier rosa per arrivare ad approvare la manovra economica, rispettare gli impegni europei e andare nuovamente al voto la prossima primavera. Berlusconi gongola, si potrebbe ripresentare ed avrebbe anche il tempo per preparare la sua rivincita su  Salvini, scavalcandolo nuovamente all'interno del centrodestra. Sempre se la coalizione che e' stata messa a dura prova reggerà. Dipende molto da Renzi. Anche lui avrebbe tutto il tempo per decidere cosa fare per riassumere la sua leadership. Potrebbe anche rompere con la parte del Pd che mai lo ha amato e mai lo amerà e dare veramente vita a quel Partito della Nazione che lo vedrebbe riabbracciare il Cav. Ormai l'ex segretario del Pd lo ha capito, e' riuscito a cambiare la pelle ma non l'anima del suo partito. Anche se dovesse fallire questa messa inscena dell'accordo tra M5s e Lega, lascerà ineluttabilmente i suoi strascichi, che potrebbero ridisegnare tutto il quadro politico. C'e' chi definisce il Di Maio-Salvini una comica, perché' tutto manca, accordo sul programma e nomi di premier e ministri. Una sorta di maionese impazzita Non bastano annunci su mirabolanti obiettivi per rassicurare un profilo tutto da definire. Il governo storico, di rottura, con ambizioni di legislatura  e con premier di prestigio appare al momento un sorta di favola politica. Favola scritta da due partiti, o movimenti che dir si voglia, sostanzialmente antisistema, così lontani dai vecchi, e forse da qualcuno ora rimpianti, partiti della prima Repubblica, Dc, Pci, Psi ed anche Msi. Ma lontani anche da quella Forza Italia di Silvio Berlusconi e da quel Pd che hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni. Non tutti da buttare, anzi. Qualcuno, il pessimista, potrebbe obiettare non c'e' mai fine al peggio. Per l'ottimista invece c'e' solo che l'Italia trovi o ritrovi presto la sua strada. 

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