Malesia: "Stop alla corruzione" dice Mahathir, 92 anni, il premier più anziano del mondo

. Politica

Stop alla corruzione e no alla svendita della Malesia alla Cina. A 92 anni Mahathir Mohamad - ora il primo ministro più anziano del mondo - ha rovesciato con la sua 'Alleanza della Speranza' uno dei regimi più longevi del pianeta, al potere da 61 anni, dal giorno dell'indipendenza del paese del sud-est asiatico dal Regno Unito nel 1957. Padre della modernizzazione della Malesia, trasformata in una potenza industriale, una delle tigri d'Asia, Mahathir era già stato capo del governo per 22 anni di fila dal 1981 al 2003. Il 9 maggio, sovvertendo tutti i pronostici - "Mahathir is back" hanno titolato i giornali -  ha vinto le elezioni alla guida della coalizione di centro-sinistra originariamente formatasi per battere il suo potere autocratico. Il voto, invece, ha posto fine alla carriera politica del suo pupillo e successore, Najib Razak, a cui è stato ritirato il passaporto in attesa di fare piena luce sul crack da quasi 4 miliardi di euro del Fondo sovrano malese "1MDB". A originare il terremoto elettorale, in un paese a maggioranza musulmana ma con forti minoranze cinesi e indiane, il diffuso malcontento per l'abnorme sistema di bustarelle e per la crescita dell'inflazione. Figura chiave dell'opposizione quella del più noto prigioniero politico malese, il carismatico Anwar Ibrahim, imprigionato con l'accusa di sodomia. In attesa della grazia, già alla firma del re Muhammad V di Kelantan, sua moglie Wan Azizah Wan Ismail sarà vicepremier e Mahathir ha promesso di lasciargli il posto di comando. All'orizzonte anche la rinegoziazione degli accordi con la Cina, uno smacco per Pechino che, favorita dagli errori della presidenza Trump, punta tenacemente alla 'conquista' dell'Asia. Alla Malesia erano destinati investimenti per 101 miliardi di dollari in 20 anni, a partire dalla realizzazione della ferrovia East Coast Rail Link, destinata a unire trasversalmente il paese e a collegare i due principali porti.

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