Di Maio-Salvini: di convergenza in convergenza, aspettando domenica

. Politica

Un nuovo incontro stamane alla Camera e un altro domani a Milano. Prosegue a ritmi serrati il dialogo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio per far nascere il governo giallo-verde. Mattarella ha concesso loro fino a domenica per trovare la quadra prima sui programmi e poi, ultimo ma non postremo, sul nome del premier, ancora in alto mare. Secondo diversi osservatori potrebbe anche essere un personaggio 'terzo' rispetto ai due vincitori del 4 marzo. Gira, o meglio girava, perchè l'ipotesi è stata smentita stamane dal portavoce M5s, il nome di Giampiero Massolo, ex-ambasciatore ed ex-capo dei servizi, attuale presidente di Fincantieri). Un premier terzo, nè troppo leghista nè troppo grillino, se Di Maio e Salvini decideranno di ritagliarsi un ruolo più defilato ma comunque di peso nella nuova, eventuale compagine ministeriale. "Si stanno facendo passi avanti" ripetono insieme Di Maio e Salvini fotografando lo stato dell'arte dei loro colloqui registrando "altre convergenze" significative nella stesura del 'contratto'. "L'incontro è stato positivo", ha detto Di Maio dopo il vertice con Salvini spiegando che domani, a Milano, si terrà un nuovo incontro per arrivare "alla firma del contratto di un governo di cambiamento" (contratto che sarà sottoposto agli iscritti M5s sulla piattaforma Rousseau, ndr). Se bisogna credergli "non si è parlato del nome del premier". Ma è sicuro, sempre parole di Di Maio, che i due stanno facendo "notevoli passi avanti" con il programma di governo. "Stiamo trovando ampie convergenze su reddito di cittadinanza, flat tax, legge Fornero, sulla questione che riguarda la lotta al business dell'immigrazione, sul conflitto di interessi" ha aggiunto. La chiusa dell'incontro con i giornalisti è la stessa usata ieri da Salvini: "Speriamo di chiudere il prima possibile, perchè se non si chiude si torna al voto". Quanto all'Europa - c'è preoccupazione a Bruxelles per il primo governo giallo-verde in uno dei paesi fondatori dell'Unione - Di Maio, sottolineando in qualche modo la "ragionevolezza" che animerà l'eventuale nuovo esecutivo, ha affermato: "Oggi noi conosciamo la situazione dell'Ue, sappiamo che ci sono delle cose che vanno fatte, ci sono anche nell'ambito del bilancio europeo delle pretese che l'Italia deve portare avanti, sul fondo sociale europeo, sui finanziamenti che devono arrivare, c'è tanto da fare e chi vede questa ipotesi come una minaccia per Ue forse vede una minaccia per la sua poltrona". 

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