Veleni e scintille: Di Maio attacca Salvini su "soldi e poltrone", lui risponde "Insulti e sciocchezze, ci provo da solo"

. Politica

A due mesi dal voto mai così alta la tensione tra i cosiddetti 'vincitori' del 4 marzo, Di Maio e Salvini. Scintille tra i due alla vigilia della delicatissima direzione Pd e delle successive decisioni di Mattarella per la formazione del governo, attese per venerdì. Il capo politico dei Cinquestelle, che insiste per il voto subito e sembra dare ormai per scontata la rottura del dialogo con la Lega finalizzato ad un esecutivo insieme, ha attaccato Salvini accusandolo prima di essersi "piegato" a Berlusconi - verso cui i pentastellati ribadiscono il veto - "solo per le poltrone" e individuando poi nei "guai finanziari" del Carroccio "tra prestiti e fideiussioni" il motivo per cui il candidato premier del centrodestra è indisponibile a staccarsi da Cav. "Solo insulti e sciocchezze" ha replicato infuriato Salvini, che ancora stamane si diceva pronto a riprendere il filo del discorso con Di Maio. E quanto al governo si è detto pronto a farlo da solo (la richiesta di un pre-incarico?). "Non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone. Si torni subito al voto!" aveva scritto stamane su Twitter Di Maio postando per sovraccarico una dichiarazione del leader leghista del 2012 in cui Salvini diceva "no a possibili assi tra Carroccio e il Cavaliere", "nessun leghista è disposto a puntare ancora su un'alleanza con Berlusconi". Subito dopo sul Blog delle stelle aveva rincarato la dose: "Non resta che tornare subito al voto. Noi non abbiamo alcun problema nel farlo perché ci sostengono i cittadini con le piccole donazioni. Altri invece si oppongono perché, tra prestiti e fideiussioni, magari hanno qualche problemino con i soldi. Ma l'Italia non può rimanere bloccata per i guai finanziari di un partito. Al voto". Troppo per Salvini che ha replicato in modo deciso: "Non rispondo a insulti e sciocchezze su soldi e poltrone, per noi lealtà e coerenza valgono più dei ministeri. Voglio dare un governo agli italiani, se i grillini preferiscono litigare - scrive su Twitter - lo faremo da soli. Bloccare anche la partenza dei lavori delle commissioni parlamentari - conclude - è da irresponsabili".

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