Quirinale: Salvini "Basta veti, siamo uniti e pronti, premier leghista" (Giorgetti?). E il Cav segna un punto...

. Politica

Salvini dice basta ai veti posti da Di Maio su Berlusconi, assicura che il centrodestra è unito in tutte le sue componenti - e scandisce "Lega,  Forza Italia, Fratelli d'Italia" - ed è pronto ad assumere la responsabilità di un governo che deve essere guidato da una "personalità" indicata dalla Lega a nome e per conto della coalizione che ha vinto le elezioni (un profilo che, se non è quello di Salvini, si attaglia perfettamente a Giorgetti). E' la sintesi delle dichiarazioni di Matteo Salvini al termine del nuovo incontro con Mattarella al Quirinale. Il centrodestra, come annunciato, si è presentato unito. Berlusconi ha "introdotto" Salvini come leader della coalizione ed ha seguito parola per parola la dichiarazione del leader leghista dando segni di convinta approvazione soprattutto quando il leader della Lega metteva in chiaro che il centrodestra non accettava veti su Berlusconi e Forza Italia, come quelli messi o rimessi di nuovo dai Cinquestelle tra ieri e oggi sull'ex-premier. Un Berlusconi che Di Maio ha invitato a fare un passo di lato, insomma a farsi da parte, per consentire la nascita di un governo del cambiamento (e che Di Battista ha definito come "il male assoluto"), ricevendone in cambio un 'no' secco di Forza Italia insieme alla richiesta di una dichiarazione pubblica dei pentastellati sul riconoscimento del ruolo e della dignità del Cav. Il veto grillino su Berlusconi ha prodotto un ricompattamento del centrodestra reso evidente dalle dichiarazioni di Salvini. Un punto per il Cavaliere in un pomeriggio che, a giudicare dalle parole di Salvini, ha ridotto ai minimi termini le possibilità di un accordo di governo Lega-M5s. Messa come l'ha messa stasera il leader della coalizione di centrodestra, che pure ha invitato i Cinquestelle a dar prova di responsabilità, si tratta di un pacchetto inaccettabile per Di Maio e i Cinquestelle attaccati da Berlusconi anche in finale, mentre la delegazione del centrodestra usciva dalla sala della Vetrata. Rimasto in secondo piano durante l'intervento di Salvini, Berlusconi è tornato un passo indietro, ha preso il microfono e per un attimo la scena ed ha invitato i giornalisti a riferire su chi è veramente "democratico", non certo i Cinquestelle - ha fatto chiaramente capire - "che della democrazia non conoscono nemmeno l'abc". Un altro mezzo punto Berlusconi lo ha conquistato quando Salvini, sulla crisi siriana e ribadendo la fedeltà dell'Italia alle alleanze occidentali, ha bocciato "qualunque ipotesi di intervento militare unilaterale" (i missili di Trump) ed ha sollecitato proprio i paesi occidentali, la Nato, a tentare di riprendere il dialogo con Mosca rievocando lo spirito di Pratica di Mare, la sede dell'incontro Nato-Russia del maggio 2002 voluto e pilotato dall'allora premier (Berlusconi lo ha sempre considerato un suo fiore all'occhiello) concluso con la stretta di mano tra George W.Bush e Putin.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi