Il Pd aspetta Mattarella, Di Maio "No al governo di tutti, nessuna paura di tornare al voto"

. Politica

La situazione politica non si sblocca, anzi. Mentre il Pd quasi all'unanimità sfida Lega e Cinquestelle a governare visto che sono usciti vincitori il 4 marzo ma nello stesso tempo garantisce a Mattarella il suo apporto istituzionale (un'apertura tutta da valutare in base a quanto emergerà dalle consultazioni), Di Maio dice 'no' ad un governo di tutti, rivendica l'incarico e dice di non aver paura di tornare a votare. Il tutto mentre Salvini da Bruxelles ribadisce che vuole andare a palazzo Chigi forte della vittoria della coalizione di centrodestra e assicura che la Lega non farà mai un governo con il Pd. Parlando alla stampa estera il capo politico dei Cinquestelle è stato netto rispetto l'ipotesi di soluzione di cui si parla: "Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti, gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra. Le presidenze delle Camere (in pole a Senato Toninelli per il M5s, Giorgetti per la Lega alla Camera, ndr) non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento". Ma Di Maio dice qualcosa in più: la squadra che intende guidare da Palazzo Chigi non si tocca e ne ha anche per Padoan che sta"avvelenando i pozzi" sostenendo che l'Ue è preoccupata per la crisi italiana. "Non siamo disponibili a immaginare un governo diverso da quello espresso dalla volontà popolare con il 32 per cento dei voti" dice e assicura che in caso di nuove elezioni il M5s non potrà che crescere. "Più vado in giro per il Paese sempre più gente si convince che il M5s è l'unica speranza per portare il Paese fuori da baratro delle dinamiche del partito. Siamo inesorabilmente destinati a crescere".

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