Salvini riconosce il successo di Di Maio, ma vuole fare il capo del centrodestra. Meglio il 37 del 17%...

. Politica

Se prima era Berlusconi che per ragioni di opportunità non avrebbe mai rotto con la Lega per potere discutere da capo di una coalizione e non di un partito comunque minoritario, ora e' Salvini a non avere nessuna intenzione di rompere con Berlusconi e  e la Meloni. Può sedersi al tavolo delle trattative contando sul 37% del centrodestra e non solo, si fa per dire, del suo pur ottimo 17%. E Berlusconi non può dirgli di no, pena l'isolamento. Salvini euforico per il risultato ha subito riconosciuto nel voto degli italiani un segnale forte di cambiamento. In effetti un vento così forte non si era mai registrato in un elettorato che sembrava paludato nelle sue scelte con pochi spostamenti significativi. Ha dato atto a Di Maio del suo straordinario risultato assicurando di rispettare la volontà dei cittadini, ma ha anche rivendicato la sua vittoria e la forza della coalizione di centrodestra. Salvini partira' da qui perché ora la Lega vede davanti a se' praterie elettorali in futuro, una volta che ha sfondato il recinto del Nord, dove sembrava confinata

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