Mattarella: i partiti abbiano coraggio nell'affrontare la 'pagina bianca' dopo il voto

. Politica

"Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno a reti unificate ha affrontato il tema delle prossime elezioni sottolineando anche come la 'cassetta degli attrezzi' per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre il Paese ce l'ha ed è la nostra Costituzione. Ma i partiti devono avere coraggio nell'affrontare questa nuova sfida non arroccandosi nel solo presente ma presentando programmi concreti e realistici perchè, se è vero che in quest tempo la parola 'futuro' può anche evocare incertezze e preoccupazione, i cambiamenti vanno governati per evitare nuove ingiustizie: l'autentica missione della politica infatti - nota Mattarella - consiste proprio nella capacità di misurarsi con queste novità guidando i processi di mutamento. Sempre a proposito del voto il capo dello Stato ha detto di augurarsi un'ampia partecipazione "e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese". Qui l'appello ai giovani del 1999, ai diciottenni, un appello a partecipare (e a non dimenticare). "Nell'anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora - i ragazzi del '99 - vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo". Mattarella ha poi ribadito che "il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E' necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano". Il finale è stato un invito alla fiducia: "Si è parlato, di recente - ha concluso Mattarella -  di un'Italia quasi preda del risentimento. Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale. Ho incontrato tante persone, orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle". 

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