M5S, via alle 'parlamentarie' e nuove regole. Essere indagati non impedisce la candidatura

. Politica

I Cinquestelle avanti come un treno in vista delle elezioni del 4 marzo 2018: da oggi il via alle 'parlamentarie' che si concluderanno il 3 gennaio quando verrà dato lo stop alle autocandidature. Un percorso da qui a metà gennaio - quando si terranno le primarie - e fino al voto tra 63 giorni che si baserà su nuove regole partorite dalla leadership di un Movimento sempre più 'governista'. Tra le novità più rilevanti il fatto che non basterà più aver ricevuto un avviso d garanzia per diventare automaticamente incandidabili o obbligati alle dimissioni (basti pensare al caso Pizzarotti). Secondo il nuovo codice etico e il nuovo statuto pubblicati oggi sul blog di Grillo con un post a firma del candidato premier Luigi Di Maio infatti i candidati del Movimento 5 Stelle devono "rinunciare alla propria candidatura nel caso in cui, avuta notizia dell'esistenza di un procedimento penale a proprio carico, emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell'immagine del Movimento 5 Stelle". Tra le novità quelle che riguardano il Garante e il capo politico del Movimento: anche il ruolo di Beppe Grillo a sorpresa viene 'normato' e diventa elettivo. "Competono agli iscritti l’elezione del Garante, del Capo politico, del Comitato di garanzia, del Collegio dei probiviri, la ratifica della sfiducia al Capo politico, ovvero approvazione della mozione di sfiducia al Capo politico su proposta del Garante" dice una nuova norma. Qualche paletto anche per Di Maio, che dal blog ha lanciato oggi un appello a candidarsi anche ai non iscritti al Movimento, in sostanza a tutti i cittadini "di grande competenza ed esperienza, che sono stati esclusi dalla cosa pubblica perché al loro posto venivano piazzati i burocrati di partito". Secondo le nuove regole il capo politico "può essere sfiduciato con delibera assunta a maggioranza assoluta dei componenti del Comitato di garanzia e/o dal Garante, ratificata da una consultazione in Rete degli iscritti, in conformità a quanto previsto dal presente Statuto". C'è poi. confermata, la super-multa a chi tra gli eletti M5s venga espulso, abbandoni per dissenso o cambi casacca (100.000 euro) e la sparizione del divieto di fare alleanze. Secondo il nuovo codice etico, gli eletti devono "compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma del M5S e ad astenersi da comportamenti che possano risultare di ostacolo per l’attuazione del programma". Allo stesso tempo i parlamentari sono obbligati "a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del Movimento 5 Stelle". E ancora: i parlamentari M5S avranno l’obbligo di "non conferire alcun incarico come assistente a conviventi, affini o persone con rapporto di parentela fino al secondo grado di qualunque altro portavoce eletto nel medesimo consesso, anche a titolo gratuito". Tra le ulteriori novità per gli eletti del Movimento un contributo di 300 euro al mese per la complessa struttura web del Movimento ovvero per le "piattaforme tecnologiche che supportano l'attività dei gruppi e dei singoli parlamentari" (la piattaforma Rousseau). 

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