La maschera dei neocomunisti, l'invito di Renzi ad Alfano di lasciare e le difficoltà dell'ex premier ("Vado avanti) di coalizzare

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Si vota con un sistema proporzionale per due terzi, con solo terzo di maggioritario, e quindi le coalizioni paiono obbligate se si vuole vincere. Forse e' questo a mettere insieme Berlusconi, Meloni e Salvini, più che idee comuni. Pero' un filo conduttore comune nel centrodestra c'e'. Su tasse, immigrazione e sicurezza si trovano pienamente d'accordo. Mentre a sinistra il problema e' più vistoso sia per ragioni di programma, sia per rancori personali. Sia la formazione di D'Alema-Bersani, che ha scelto come uomo immagine Grasso per guidare il neonato movimento "Liberi e uguali", sia Campo progressista di Pisapia sono due facce del neocomunismo. Comunisti di provenienza tutti, molti anche direttamente dalla suola di Botteghe Oscure. Fallita l'operazione di riciclarsi come socialisti al posto di Craxi dopo Tangentopoli gli ex Pci sono passati di partito in partito, il Pds, i Ds per finire nel Pd insieme alla ex sinistra della Dc. Hanno via, via, abbandonato per strada simboli come la famosa Falce e Martello, addirittura sbiadito il rosso, spesso trasformato in blu, forse per rendere più appetibile il prodotto riciclato all'elettorato. Insomma si sono fatti una maschera politica, ma lo sostanza delle idee rimane quella. E' difficile sganciarsi da cio' che si e'perseguito per tutta una vita. Per questo l'accordo con Renzi e' molto difficile. Perché Renzi non e' un comunisti ed ha una visione opposta della società. Nonostante tutto l'ex premier continua a lavorare per una coalizione. Impossibile o quasi un incontro in extremis con Bersani e soci, anche per rancori personali, possibile un'intesa con Prodi. Anche se pure qui ci sono fatti personali a rendere problematica una pace. In un suo libro Quagliarello ha ricordato come Renzi gli avesse detto che era pronto a non fare passare Prodi come presidente della Repubblica. Cosa che poi avvenne con i famosi 101 franchi tiratori. Su Pisapia invece Renzi contava, per coprirsi a sinistra e per averlo con se' lo ha pure chiamato prima della sua decisione, assicurandogli di avere convinto Alfano a non presentarsi. Tanto Renzi sa bene che Alfano gli arvebbe fatto perdere più voti di quelli portati. Ma Pisapia molto stressato da una complicata trattativa pare avere gettato la spugna. Come ha detto Prodi pero' siamo solo all'invio e i cambiamenti sono stati troppo repentini. Bisognera' aspettare per vedere com si presenterà alla fine la coalizione del centrosinistra. Certo se Renzi dovesse rinunciare alle ali forse ne sarebbe da un lato indebolito, ma dall'altro sarebbe rafforzato nel senso di portare avanti un programma coerente e senza compromessi, un programma diciamo laburista. Ormai gli italiani alla politica chiedono trasparenza e chiarezza e non amano i pasticci. 

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