Logiche intese per salvare la democrazia contro la "democratura"? "Patto per la Nazione" dopo le elezioni?

. Politica

C'e' una sorta di levata di scudi più o meno manifesta contro possibili larghe intese dopo le elezioni, nella migliore delle ipotesi e' quella di non crederci. Ci sono autorevoli commentatori che sostengono che si sta andando verso un voto interlocutorio, che nulla risolverà, perché già si prefigura un nulla di fatto. Naturalmente le opinioni sono opinioni, ma la politica ha le sue regole. Che devono essere conosciute e rispettate per riuscire a risolvere nodi e problemi. Ora la politica e' in democrazia senz'altro l'arte del confronto e del compromesso tra posizioni diverse. Ma in questo modo si viene anche incontro ad una maggiore fetta di elettori. Se in un sistema maggioritario decide tutto chi detiene magari un 30% o meno, nel proporzionale l'unione di più forze puo' accontentare la maggioranza del paese. Bisogna domandarsi perché si sia tornati al proporzionale (anche se parziale, due terzi contro uno che rimane maggioritario) e da chi e' stato voluto questo ritorno? Si e' tornati indietro perché la maggioranza dei partiti ha deciso che fosse più giusto allargare la base rappresentata. Questo passaggio e' stato favorito principalmente da Renzi e Berlusconi. Ora e' pensabile che i due sappiano bene cosa hanno fatto.  Forse per dipendere meno dalle rispettive coalizioni, che contengono molte istanze diverse  tra loro e magari lasciandosi le mani libere per accordarsi, una sorta non di partito ma di "patto per la Nazione".  Queste sono "logiche intese", che avrebbero un padre, una motivazione ed anche uno scopo. Quello di allontanare i fantasmi che molti vedono aggirarsi sull'Europa con le democrazie in crisi, o meglio alla ricerca di una nuova identità, che le consenta di prosperare anche nel nuovo millennio. Il contraltare della democrazia e' la "democratura", ovvero una sorta di governo del popolo, dove il popolo, il "demos" accetta con il voto di avere un capo come se fosse in un dittatura. Le "logiche intese" potrebbero anche aiutare a meglio comprendere il caos che sta regnando a sinistra e le molte riserve ancora presenti nel centrodestra. In politica comunque nodi che appaiono come insuperabili per mesi poi si possono dipanare in pochi minuti quando si avvicina il momento cruciale. In questo caso la presentazione delle liste. Quello che forse temono Bersani&soci e' che quella di Renzi sia tutta una strategia per marcare una sua differenza rispetto alla vecchia sinistra, così come Salvini alza la voce perché teme e molto che alla fine il Cavaliere, sempre dopo il voto, gli preferisca 'altro Matteo. 

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