Mdp 'gela' il Pd e la rottura diventa ufficiale (aspettando il 3 dicembre, Grasso e la nuova 'cosa rossa')

. Politica

Pd-Mdp: la rottura è ufficiale. Nessuna ipotesi di coalizione tra i dem e gli ex-scissionisti. Fallito l'ultimo tentativo di mediazione del 'pontiere' Piero Fassino incaricato da Matteo Renzi di verificare le possibilità di una ricucitura anche in extremis con i bersaniani. La sinistra va dunque verso una lista unitaria (Mdp-SI-Possibile di Civati), alternativa proprio ai Dem, e spera di convincere Pietro Grasso a guidarla anche se per ora il presidente del Senato non scioglie la riserva: farà sapere lui quando deciderà. L'appuntamento è per il 3 dicembre alla kermesse organizzata a Roma-Eur da Speranza, Fratoianni e Civati, quando dovrebbe nascere ed essere battezzata la nuova 'cosa rossa'. Oggi l'incontro tra Fassino accompagnato da Martina e una delegazione Mdp-SI (Guerra e Marcon) non ha prodotto un risultato diverso dal sonoro 'no' pronunciato ieri da Speranza nei confronti del segretario dem: "Il tempo è scaduto. Non c'è margine per un'intesa", hanno detto Guerra e Marcon  al termine dell'incontro parlando di Grasso come leader della coalizione. "Il 3 dicembre faremo un'assemblea della lista unitaria Mdp-Si-Possibile e naturalmente Pietro Grasso ci sarà e sarà il nostro leader" ha aggiunto Marcon precisando subito dopo: "Il mio è un auspicio, non voglio tirarlo per la giacchetta". Chiamato in causa, Grasso ha messo le mani avanti: "Il presidente - ha detto il suo portavoce - non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro. Notizie e dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspici dei singoli e non interpretano il suo pensiero né le sue decisioni. Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarlo".

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